Fabrizio Castellani

Livornese del '69, immerso fin dalla nascita nel mare, nei libri e nei fumetti.
Ho viaggiato per lavoro a lungo, vissuto un po' a nord, in quel gioiello troppo spesso nascosto dalla nebbia che si chiama Chioggia, e poi a Roma l'Eterna, che non riesce a star ferma un solo istante. Adesso sono tornato, per scelta e per lavoro, nella zona labronica.
Il primo libro che ho letto, avevo cinque anni, fu il Giro del Mondo in ottanta giorni.
Il primo film di cui ho memoria? Viaggio Allucinante.
Il primo fumetto, L'Uomo Ragno.
Nella mia valigia adesso ci sono letture che spaziano dal fantastico al noir, dalla fantascienza alla poesia, però faccio giri infiniti per tornare a casa, dove mi aspettano i fumetti dei supereroi, uno di quegli amori che non smettono mai di sorprendermi, e i racconti del Fantastico.
Mi sono avvicinato anche alla scrittura, con la pigrizia di chi vuole raccontare una storia con calma, e alcuni delle mie hanno ricevuto l'onore della pubblicazione.
Ho una certa predilezione per la forma scritta del racconto, quella dose di evasione che in poco tempo, alle volte solo una manciata di minuti, ti porta a fare viaggi di migliaia di chilometri e milioni di anni e attraversare oceani e deserti, senza alzarsi dalla poltrona.

Mi capita a volte, come credo accada a tutti, di voler rileggere un certo libro, o un dato fumetto. Oppure di voler rivedere quel particolare film, o magari quello spettacolo teatrale.
Mi sono chiesto allora: Perché lo trovo Fantastico?
Vediamo di rispondere a questa domanda.