Recensione a cura di Federica L. Mattei

Paula Hawkins è una scrittrice inglese con un trascorso da giornalista.
Paula ci parla della vita di Rachel, un’esistenza che di per sé interesserebbe a poca gente. Rachel, difatti, vive sola, non ha amiche, ha un lavoro che non ama ed è stata mollata da poco da quello che credeva essere l‘uomo giusto. L‘unico momento interessante della giornata, è quando prende il treno delle 8:04 per viaggiare dalla periferia di Londra verso il centro città. Durante quei 54 minuti di viaggio, Rachel si gode la comodità e l‘accoglienza del vagone, si guarda attorno, elabora fantasie. A metà tragitto, come di consueto, il treno si ferma a un semaforo, e lei guarda oltre il vetro, verso la villa al civico 15. Sulla loro terrazza Jess e Jason, (questi i nomi di fantasia che Rachel ha deciso per loro), conducono la vita perfetta che tutti vorrebbero avere. Ma una mattina Rachel, su quella terrazza, vede qualcosa di insolito, allarmante, che la sconvolge e la porterà a intrecciare la propria esistenza con quella dei due ragazzi. Ma cosa ha visto davvero Rachel?
A un certo punto della storia si ha come l‘impressione che non stia tanto guardando fuori ma dentro di sé; l‘alcol, le distrazioni emotive, un lavoro che non appaga e la costante sensazione d’essere “sbagliata”. Di solito, chi scrive un diario, come fanno la protagonista e le antagoniste di questo romanzo, vuole puntualizzare a se stesso ciò che accade in quel periodo presente, senza pensare al passato, per quanto esso contenga in sé dell’irrisolto. Questi diari offrono più punti di vista, un po’ come guardare con tanti occhi nella stessa direzione.
Armandosi di una scrittura semplice ma non semplificata, intensa e fluida, la Hawkins travolge il lettore inserendo continui colpi di scena, ribaltamenti della trama, e sospettati insospettabili. È un thriller dal finale impareggiabile, inaspettato e che si farà ricordare.

Mi ha sistemato davanti la tazza e si è seduto al tavolo, intrecciando le mani. Siamo rimasti in silenzio per un po’; avevo caldo ed ero a disagio, non sapevo cosa dire. Non ricordavo nemmeno più perché mi trovavo in quella casa. In lontananza ho sentito il rumore del treno: mi ha rassicurata.”

 

 

 

 

 

Paula Hawkins è nata il 26 Agosto 1972, a Harare nello Zimbabwe.
Paula si trasferisce a Londra nel 1989, quando ha 17 anni, e successivamente studia filosofia, politica ed economia presso l'Università di Oxford.
Lavora dapprima come giornalista per il Times, riportando per affari e poi per un certo numero di pubblicazioni su base indipendente. Ha scritto un libro di consulenza finanziaria per le donne, “La dea denaro”.
Intorno al 2009 Paula Hawkins ha cominciato a scrivere narrativa romantica con lo pseudonimo di Amy Silver, tra cui “Tutta colpa del tacco 12” dove racconta le peripezie di una fanatica dello shopping costretta dalla crisi economica a rivedere le sue costose abitudini.
Altro titolo della stessa autrice è “Il bello delle amiche” nel quale ci suggerisce, con immancabile ironia, qualche strategia di sopravvivenza allo stress natalizio.
Paula non ha però raggiunto il successo fino a quando, nel 2015, esce col suo best-seller “La ragazza del treno”, un thriller complesso sui temi della violenza domestica, abuso di alcol e droga.
Nel corso del 2015 la Dreamworks comincia a lavorare al film tratto dal romanzo, che uscirà circa un anno più tardi.