Recensione a cura di Federica L. Mattei

L’inganno dell’ippocastano, di Mariano Sabatini edito da Salani, è un romanzo giallo che si tinge di rosso fin dalle prime pagine. Ascanio Restelli, il commendatore a capo di “illeciti di ogni tipo” nonché concorrente alla carica di primo cittadino della città eterna, viene rinvenuto cadavere nella sua lussuosa villa.
Ad affiancare la polizia nelle indagini, scoprendone man mano i risvolti malavitosi, un giornalista della carta stampata a nome Leo Malinverno, sciupafemmine particolarmente scaltro nel suo lavoro, che si ritroverà coinvolto in inquietanti scoperte con le quali dovrà necessariamente fare i conti.
Il noir è ambientato in una Roma in cui coesistono da un lato la parte bene e benpensante e, dall’altro, una periferia sfregiata e svilita.
Mariano Sabatini fotografa questa realtà avvalendosi di una scrittura che ricorda il fluttuare del mare, quel movimento ondulatorio attraverso il quale il lettore viene cullato e che, di tanto in tanto, cede il passo a uno scossone sintattico soppesato e efficace: una sorta di piroetta verbale ben assestata.
La descrizione dei personaggi, sia che si tratti di coatti della periferia o di rappresentanti della criminalità organizzata alla ricerca di sangue e denaro, consente al lettore di addentrarsi nella trama senza che il racconto ne sia appesantito o che la lettura subisca dei rallentamenti. Questo ingresso di Sabatini nella letteratura di genere è una scommessa riuscita, messa a segno con eleganza e capacità.
Nel testo si legge: "Sedettero uno di fronte all’altro su comode poltrone di pelle che dovevano aver accolto generazioni di natiche.”
E a noi non resta che sederci e attendere con bramosia il suo prossimo romanzo.

 

 

 

 

 

Ha iniziato a lavorare nel 1992 come cronista per una testata romana. Due anni dopo viene chiamato da Luciano Rispoli a sostituire un autore del Tappeto Volante su Telemontecarlo. Da allora ha proseguito parallelamente l'attività giornalistica (iscritto all'ordine dal 1996) e quella di autore televisivo. Sempre per Salani, nel 2018 pubblica Prima venne Caino, vincitore Premio Internazionale di Letteratura Città di Como 2018, Premio Logos Cultura Milano International 2018 e Premio Letterario GialloCeresio 2019