Recensione a cura di Federica L. Mattei

Una sera, mentre sta tornando a casa, il giovane pittore squattrinato Eben Adams incontra una bambina con indosso vestiti che sembrano usciti da un’altra epoca.

“Il mio corpo sembrava leggero, senza peso, fatto dell’aria della sera. Anche la ragazzina che giocava da sola nel mezzo del viale non faceva alcun suono. Giocava a campana; saltava in aria con le gambe divaricate e quindi toccava di nuovo terra, silenziosa come le spore di un soffione.”

Jennie è lì da sola e, senza alcun apparente motivo, inizia a camminare di fianco all’uomo e a parlare con lui. Quando Eben le chiede quale sia il suo più grande desiderio, Jennie gli confida:

” Vorrei che tu aspettassi che io diventi grande.”

Eben ignora che da quel momento in poi la sua vita, e il suo modo di guardare al mondo, cambieranno radicalmente; che quella bambina diventerà una donna grazie alla quale, attraverso le vicende narrate con uno stile che fluttua tra il reale e il fiabesco, egli scoprirà cosa significa l’arte e soprattutto l’amore.

“Non sapevo perché ci fossimo incontrati, o come era accaduto. Anche ora non lo so. So solo che era destino che fosse così, che la linea della sua vita si intrecciasse con la mia; e che neppure il tempo né il mondo potevano separarci.”

Questo capolavoro del Novecento, pubblicato per la prima volta nel 1940, è la storia di un amore che sfida il tempo e la morte, una narrazione romantica e toccante che invita il lettore a riflettere sulla natura dell’essere umano, dell’amore e del destino. Una scrittura dal gusto dolciastro e frizzante, questa, in cui i dialoghi e le descrizioni sono rese con uno slancio poetico, e restano quasi sospese. Una sospensione che guida il lettore in una New York opaca, avvolgente e remota ma inevitabilmente moderna.
Un libro dalla linea grafica impeccabile, con la copertina in cartoncino Chagall Bianco da 260 gr che è molto piacevole al tatto; elegante e sobrio. Sono libri stampati in tiratura numerata (999 copie di cui io possiedo il numero 074);  pubblicato nel novembre del 2015 e andato in ristampa nell’ottobre 2016. Un capolavoro di scrittura per Nathan e di “confezione” per Atlantide.

Anno dopo anno la primavera arriva, aveva detto lei, e domani è sempre. Quando infine non c'è stato più domani, mi è restato da ricordare l’ieri. Anche ieri è sempre.”

 

 

 

 

 

 

 

Robert Gruntal Nathan (2 gennaio 1894 - 25 maggio 1985) era un romanziere e poeta americano. Ha studiato negli Stati Uniti e in Svizzera e ha frequentato la Harvard University per diversi anni a partire dal 1912.Fu mentre lavorava nel 1919 che scrisse il suo primo romanzo - l'opera semi-autobiografica di Peter Kindred - che fu un fallimento critico. Ma la sua fortuna cambiò presto negli anni '20, quando scrisse altri sette romanzi, tra cui The Bishop's Wife , che in seguito fu trasformato in un film di successo con Cary Grant , David Niven e Loretta Young .Nel 1940, scrisse il suo libro di maggior successo, Ritratto di Jennie , su un artista della depressione e sulla donna che sta dipingendo, che sta scivolando nel tempo. Portrait of Jennie è considerato un moderno capolavoro della fiction fantasy ed è stato trasformato in un film, interpretato da Jennifer Jones e Joseph Cotten .