Recensione a cura di Federica Belleri

Il ritorno in libreria dello scrittore Roberto Costantini è con un romanzo Longanesi, costruito attorno a un nuovo personaggio. Questa volta femminile, Aba Abate. Mamma, moglie, impegata al Ministero a Roma, ma con una serie di missioni per i Servizi Segreti Italiani di cui non può assolutamente parlare. Missioni legate a possibili attentati terroristici nel nostro paese. Un'Italia da salvare quindi, evitando centinaia di migliaia di morti innocenti. Una Italia da proteggere ad ogni costo. Ma chi proteggerà lei e la sua famiglia?
Aba Abate in casa, Ice nel suo ufficio dove si avvale di una squadra di collaboratori dai quali pretendere il massimo. Un'efficienza al top senza possibilità di errore, un controllo continuo su ciascuno di loro, perché non è concesso il minimo sbaglio. C'è una rete di infiltrati da preservare e un obiettivo da raggiungere.
In apparenza la protagonista è una donna tutta d'un pezzo, con la capacità straordinaria di mentire a chiunque, di saper osservare tutto e di sfoggiare il sorriso giusto in ogni circostanza. Perché lei ha un'ottima scuola alle spalle, quella di suo padre che le ha insegnato ad essere razionale inculcandole la perfezione assoluta e il massimo dell’obbedienza, che le ha imposto di non mostrare mai le proprie debolezze. Mai.
La storia della dottoressa Abate viaggia accompagnata da una 48 ore sempre pronta per essere riempita con il necessario. Porta a raccontarci di Roma, della Libia, del Niger, affrontando argomenti terribili e uno scontro fra cultura cristiana e musulmana che forse non avrà mai fine. Ci racconta di sopravvivenza cercata con affanno per non sentirsi soli, di inganno perfetto e del vile denaro, in grado come sempre di comprare tutto.
La trama è il continuo addestramento di una donna, una prova dopo l'altra, in una gerarchia prettamente maschile e maschilista. Una donna dalla doppia vita, che la schiaccia e la isola anche davanti alla responsabilità di un  marito e due figli. Saprà reggere?
È l'incognita sempre presente tra ciò che è logico e ciò che il cuore le chiede di vedere. È il bisogno per Aba di stare accanto ai suoi cari ma, allo stesso tempo, di respingerli con durezza. E Ice in questo può risultare davvero indisponente.
Non aggiungo altri particolari, lascio al lettore il piacere di approfondire. Se mi è concesso un piccolo appunto: sebbene nel complesso Roberto Costantini ha dimostrato di aver centrato il punto, anzi più di uno, mi permetto di dire che ho trovato ripetitivi alcuni pensieri riportati nella vicenda.
Buona lettura.

 

 

 

 

 

Ingegnere, consulente aziendale, ha lavorato dodici anni per società italiane e internazionali nel campo impiantistico e ha conseguito il Master in Management Science a Stanford (California).
Roberto Costantini è dirigente della LUISS Guido Carli di Roma dove insegna Business Administration. Nel 2011 è uscito il suo primo romanzo Tu sei il male seguito da Le radici del male e Il male non dimentica, che compongono una trilogia.
Tu sei il male, edito da Marsilio Editori nel 2011, ha ricevuto una menzione speciale come "Migliore opera prima" al Premio Scerbanenco 2011 e ha vinto il Premio Azzeccagarbugli come Romanzo Poliziesco 2012 ed il Premio Camaiore di Letteratura Gialla 2012.
Nel 2012 è la volta di Alle radici del male sempre con Marsilio Editori.
Nel 2014 è uscito, sempre edito da Marsilio Editori, il romanzo Il male non dimentica, che completa la cosiddetta "Trilogia del Male".
Il suo quarto romanzo, La moglie perfetta, uscito nel 2016, ha nuovamente come protagonista il Commissario Balistreri già presente nei suoi precedenti libri.