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Scritto da Carlo Spataro

Dalla notte dei tempi la Morte, per quanta paura possa suscitare, non manca di risvegliare tante curiosità.
Perciò non stupitevi se oggi parliamo di curiosità legate alla morte. In particolare, ci dedichiamo ad alcune tra le ultime volontà più curiose.
Quando, infatti, una persona dichiara le proprie ultime volontà, è un momento importante: ci si concentra sull'oggetto del proprio amore, si gettano le basi del proprio lascito ai posteri, o cose più curiose. In ogni caso, è il momento in cui ognuno di noi può rivelare chi è veramente.
Vediamo come alcuni nomi storici si sono regolati in tali occasioni.
Harry Houdini, il famoso illusionista esperto in fughe impossibili, lasciò disposizioni affinché la moglie organizzasse una seduta spiritica all’anniversario della morte dell’artista, concordando un codice per provare la bontà dell’esperimento. Forse mosso dal desiderio di tentare un’ultima, grande, fuga impossibile.
C’è chi approfitta del momento per lanciare un’ultima frecciata, come William Shakespeare, che pensò di lasciare a sua moglie Anne, con cui era stato sposato per trentatré anni, il suo «secondo miglior letto».
Alcuni grandi della Storia non sarebbero stati tali se non fossero stati tipi fuori dal comune.
Napoleone Bonaparte sembra ricalcare perfettamente questa idea. Lasciò una disposizione alquanto singolare: chiese che la sua testa fosse rasata e i capelli distribuiti agli amici.
Il famoso compositore tedesco, Georg Friedrich Händel, morto a Londra nel 1759, pensò bene di lasciare la somma di 600 sterline (pari a circa 90 mila sterline odierne) a sé stesso! La somma infatti venne destinata alla costruzione di una statua in suo onore dentro all'abbazia di Westminster.
Eccesso di umiltà, mania di perfezionismo, cupio dissolvi: che sia qualcuna di queste inclinazioni dello spirito la causa che spinge certuni a disfarsi delle proprie opere in punto di morte?
Il poeta Virgilio, per esempio, lasciò disposizioni affinché i suoi amici distruggessero l'Eneide, ritenuta incompleta dal suo autore, quindi non degna di essere tramandata. Gli amici ignorarono la richiesta e divulgarono l'opera, con i ringraziamenti della Letteratura che si vide arricchita da un capolavoro. E a noi resta, oltre al poema, il dubbio: chissà come l'avrebbe sviluppata Virgilio se fosse vissuto più a lungo?
Situazione simile, qualche secolo dopo. Protagonisti Franz Kafka e Max Brod. Alla morte di Franz Kafka, Max Brod, in qualità di esecutore testamentario, avrebbe infatti dovuto distruggere le sue numerose opere, incompiute. Brod ha fatto di testa sua, ignorando le volontà di Kafka, ma offrendo al mondo la produzione di uno dei più grandi romanzieri del mondo.
Come detto, le ultime volontà sono l'occasione per rivelare i propri lati nascosti.
Non deve quindi stupire che Sir Francis Drake, corsaro al soldo della corona britannica, abbia lasciato nel 1596 la sua ingente fortuna (40 sterline, pari a 150 mila sterline di oggi) ai poveri e alla parrocchia di Plymouth, sua città natale.
La morte non è mai una questione semplice, anche e soprattutto per le questioni di eredità. E un testamento in più o in meno può davvero complicare le cose.
Nel caso di Aretha Franklin, la “Regina del Soul” scomparsa nel 2018, i testamenti ritrovati sono addirittura tre. Tanti ne sono stati ritrovati nella sua casa a Detroit, nel Michigan. Al momento è in corso una controversia legale sull’argomento.
Che siano l’ultima occasione di fare del bene, di fare un ultimo dispetto ai nemici o di esprimere la propria originalità, è chiara una cosa sulle ultime volontà dei personaggi famosi: costituiscono un’occasione unica e preziosa per concedersi una memorabile uscita di scena.