Scritto da Federica L. Mattei C’era una volta un testo universitario che ricordo di aver amato molto, che affrontava la problematica dei linguaggi, verbali e non, che si mettono in atto nella relazione tra alunno e insegnante. Ne parlo perché quella del “corpo in classe” (De Stasio/D’Alessio, Carocci 2005), è una questione a cui non si dedica sufficiente attenzione. Anzitutto un atto comunicativo è prodotto dal comunicatore e interpretato dal destinatario sulla base di una molteplicità di segni di significazione…