Scritto da Carlo Spataro

In tempi di allarmi ed emergenze sanitarie, è confortante recuperare fiducia nel genio umano.
Oggi vi si propone una carrellata di invenzioni...tascabili. La Storia ci ha insegnato che, spesso, grandi intuizioni hanno dato frutti preziosi e piccoli, determinandone la circolazione e diffusione nel mondo.
Vediamone qualche esempio cominciando dal libro tascabile. Il primo esemplare, il più antico, risale all'epoca medievale. Opera degli amanuensi, l'antenato dei moderni tascabili si chiamava "libro da bisaccia", puntava su di un contenuto devozionale ed era molto costoso perché scritto a mano. Con l'invenzione della stampa si poté modificare queste caratteristiche tanto che, nel 1501, il veneziano Aldo Manuzio pubblicò le Bucoliche di Virgilio in formato ridotto.
Gli appassionati di buone letture sanno che un po' di cancelleria è cosa gradita: matite, quaderni per appunti, segnalibri. E graffette, utili come segnalibro o per allegare fogli e appunti alle pagine del libro.
La graffetta è un'invenzione attribuita all'inventore americano Samuel B. Fay, ma il norvegese Johan Vaaler, ignorando l'esistenza della graffetta di Fay, ne brevettò un modello tutto suo. Per questo motivo Vaaler venne inizialmente considerato l'inventore del piccolo accessorio metallico diffuso negli uffici di tutto il mondo. A proposito di questo c'è da raccontare un fatto interessante: durante il periodo dell'occupazione nazista della Norvegia, tra il popolo norvegese si diffuse l'abitudine di indossare graffette sui risvolti delle giacche, in segno di protesta verso le forze di occupazione.
Se parliamo di invenzioni tascabili, dobbiamo anche parlare dell'accensione, il cui primo esemplare è stato realizzato da Johann Wolfgang Döbereiner nel 1823. Quello che forse susciterà stupore è che tale invenzione precede di quattro anni il fiammifero, inventato nel 1827 dal chimico inglese John Walker.
L’elenco non sarebbe completo se non parlassimo della penna a sfera. Possiamo dare per scontato di trovarne almeno una in ogni zaino o borsa. L’invenzione è attribuita a László Bíró, inventore ungherese naturalizzato argentino. Ad essere precisi, Bíró non inventò il meccanismo, di cui pare esistessero già dei prototipi. La sua intuizione fu quella di combinare il meccanismo a sfera con l’uso di inchiostri a migliore viscosità, creando così l’efficiente strumento di scrittura che ben conosciamo.
Chiudiamo in bellezza con una delle invenzioni più tascabili di sempre, oggetto di modifiche, aggiornamenti e imitazioni, diffusosi in tutto il mondo. Stiamo parlando del famoso coltellino svizzero multiuso.
Il suo inventore è Karl Elsener, fondatore della Victorinox, che lo inizia a fornire all’esercito svizzero a partire dal 1891. Nel 1897 avviene la svolta: Elsener comincia a progettare il sistema a molla, che permette di inserire un numero di accessori superiori a quattro (il numero iniziale del modello del 1891) senza aumentare le dimensioni del manico.
Il sistema a molla si può dire che abbia funzionato: ad oggi i modelli in commercio superano infatti le 80 funzioni.