Scritto da Carlo Spataro

In tempi di Corona virus e quarantena penso che ci si senta tutti un po’ eremiti.
Per affrontare la cosa con dinamismo e corroborare lo spirito, vediamo un po’ a quali illustri colleghi ci potremmo accompagnare.
Cominciamo con Paolo di Tebe (230 – 335 d.C.), considerato il primo eremita della tradizione cristiana. La sua attività come eremita sembra essere stata apprezzata dai posteri. È venerato infatti dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta.
Tra i discepoli di Paolo di Tebe troviamo S. Antonio Abate (251 – 356 d.c.), abate ed eremita egiziano (egiziano, avete letto bene), considerato il fondatore del monachesimo cristiano.
Simeone Stilita, vissuto tra il 390 e il 459 d. C., è stato un monaco cristiano siro, e fu indicato come Simeone il Vecchio per distinguerlo da Simeone Stilita il Giovane. Tuttavia, entrambi trascorsero buona parte della propria vita vivendo in cima a una colonna, praticando una vita ascetica. Simeone il Vecchio, in particolare, vi trascorse 37 anni. Pensate a loro quando la casa vi sembrerà piccola e provate a pensare positivo.
Giovanni Battista o Giovanni il Precursore (fine I secolo a. C. – tra il 29 e il 32 d.c), una delle personalità più importanti dei Vangeli e proveniente da una famiglia sacerdotale ebraica originaria della regione montuosa della Giudea, visse come eremita nel deserto durante la propria attività di predicazione, in osservanza dei dettami della tradizione ebraica del nazireato.
Ovviamente anche le altre culture e religioni ci offrono importanti testimonianze di vita eremitica.
Cominciamo dalla figura forse più famosa, quella di Siddharta Gautama, meglio noto come Buddha (Illuminato) (566 – 486 a.C.); egli è stato un monaco, filosofo, mistico e asceta indiano, fondatore del Buddhismo, e una delle più importanti figure spirituali e religiose dell’Asia.
Zhang Daoling (34 – 156 d.C.) è stato un eremita taoista cinese, vissuto sotto la Dinastia Han, che fondò la setta taoista della Via dei Maestri Celesti, anche conosciuta come Via dei Cinque Sacchi di Riso.
Sai Baba di Shirdi, mistico indiano vissuto tra il 1838 e il 1918, ha trascorso sessant’anni in solitudine in una vecchia moschea, campando solo delle elemosine che gli offrivano i suoi devoti. Ad oggi è ancora una delle figure più venerate in India.
Insomma, un periodo di ritiro in solitudine non fa sempre male, e sicuramente non impedisce di diventare famosi.