Recensione a cura di Federica L. Mattei

(…) Ma lui invece di piangere, punta il dito verso il basso, allora Andrea capisce che quello che Luca fissava non erano le sue scarpe, ma il corpo rigido e immobile di un passero. 
Perché non si muove?" domanda Luca.
"Stupido, non vedi che è morto stecchito?" risponde Andrea.
(…) "Senti, e fino a quando è morto?
"Fino a sempre… e adesso che c'è, perché fai quella faccia?
(…) "Senti, ma morto stecchito è uguale a andato in cielo?

Andrea e Luca, 12 e 4 anni, sono i due fratellini protagonisti della storia di cui voglio parlarvi oggi. Luca trova un uccellino a terra “morto stecchito”, input da cui poi partiranno tutta una serie di domande che rivolgerà a suo fratello. Ma dodici anni sono pochi per poter far fronte a un argomento su cui anche gli adulti zoppicano. Alle volte vistosamente.
Luca cerca di capire tante cose, quelle stesse che quando gli adulti le hanno dette ad Andrea, lo hanno reso più confuso di prima. Perché? Perché gli hanno detto che le persone vanno in cielo, ma non si sa bene dove, che è stato Dio a volerlo ma non è stato sufficiente e non ha chiarito nulla, che non si muore solo di vecchiaia ma anche a causa di altre ragioni di cui Andrea non ha voglia di discutere col fratello. Ma le domande dei bambini sono tante, sono individui curiosi, alla ricerca della conoscenza. E quando Luca chiede ad Andrea dello zio Davide, Andrea si fa scontroso, non vuole parlarne. Ma Luca non si arrende alla sua curiosità, alle sue deduzioni, alla sua voglia di sapere.

Un dialogo intenso che nasconde il bisogno di conoscere e quello di custodire, il disagio nel dover affrontare “certi” argomenti, il dolore della perdita, il ciclo della vita e gli imprevisti del destino. Un linguaggio semplice, pulito, chiaro. Adatto a bambini e preadolescenti. La sola cosa di questo libricino che non mi ha convinta sono le illustrazioni dei due bambini di cui, a colpo d’occhio, è difficile decifrare l’età. Credo che le immagini debbano e possano “parlare” ai bambini prescolari, e che debbano essere maggiormente attinenti al testo. Appunto a parte, un libro assolutamente consigliato.

 

 

 

 

 

 

 

Antonella Ossorio è nata a Napoli e, dopo alcuni anni dedicati all'insegnamento ha deciso di concentrarsi sulla scrittura, in particolare per i bambini e i ragazzi. La mammana, uscito nel 2014 per Einaudi, è il suo libro di maggior successo.

 

N. B. A corollario di questo testo, vi rimando all'articolo Morto in che senso? del 14 aprile 2020.