Scritto da Fabrizio Castellani

Crisi, Crisi, Crisi. L'universo dei supereroi ha bisogno, più o meno periodicamente, di una ripulita. Trame sospese, legami strappati e riallacciati, incongruenze e buchi narrativi vengono cancellati con una miniserie, e questa nel mondo DC ha generalmente in testata la parola CRISI. Quando su una serie DC Comics si legge la parola “Crisi” il lettore SA che ci si trova di fronte all'inizio di un percorso che porterà ad un punto zero.
Parto da questo preambolo per parlare di una miniserie del 2004 un po' atipica, per gli standard supereroistici.
A differenza di altre situazioni, la comunità di Superman, Batman e compagni non deve stavolta affrontare una minaccia di proporzioni cosmiche, bensì qualcosa di molto più umano e Meltzer sforna una storia thriller ricca di vicoli ciechi e falsi indizi, degna della miglior tradizione dei romanzi di Agatha Christie e Ellery Queen.
Un killer ha preso di mira le persone care ai "super": mogli, padri, amici sono in pericolo.
L'omicidio di Sue Langby, moglie dell'eroe (di seconda fascia) Elongated Man, getta il panico nei "super" e dà il via ad una caccia al colpevole serrata ed isterica. E mentre il lettore segue le briciole di pane che lo sceneggiatore semina qua e là (per poi rovesciare tutto nel finale, con un colpo di scena mozzafiato) dà una sbirciata alle meraviglie in costume nel loro ambito familiare, nella normalità delle mura domestiche.
Un'occhiata amara. Perché mostra le difficoltà, i pericoli, i compromessi e le menzogne che gli eroi, che nell'immaginario collettivo sarebbero senza macchia, vivono ogni giorno.
Esemplari in tal senso alcuni dialoghi, come quando a due passi da Superman e dal suo super-udito Freccia Verde dice, rivolgendosi a Flash, che “le persone non sono stupide. Credono in ciò che vogliono credere e ascoltano ciò che gli va di ascoltare”.
Oppure alcune scene che sono, purtroppo, molto umane, come lo stupro di cui è vittima la povera Sue o il dolore di Robin e Atom per le loro perdite.
Di perdite ne abbiamo. Umane, sentimentali, di fiducia. Qualcuno muore, alcuni scompaiono e alcuni rapporti vanno, letteralmente, in pezzi. Fino a quando il miglior detective del mondo, Batman, scopre la verità. Un po' in ritardo però, perché il colpevole, a quel punto, è già stato punito. La fiducia è persa e non si può tornare indietro (almeno fino al Crisi successivo).
Così si va avanti per 240 pagine ricche di pathos, ben disegnate dal tratto morbido di Rags Morales, che se anche zoppica un po' nelle scene di lotta si esalta quando deve mostrare i sentimenti. Morales regala alcune tavole davvero eccezionali come il corpo di Elongated man mano che perde coerenza per il dolore di stringere tra le braccia il corpo senza vita della moglie, o Batman che tiene a sé un Robin nudo e devastato. Una matita molto “europea”, con pochi dettagli di sfondo, e molto precisa nella ricerca della corretta inquadratura e della giusta espressione. Perfetto quando deve usare il linguaggio del corpo, un po' meno quando deve usare le linee cinetiche. Comunque adatto ai toni e al tema e che può giustamente permettersi il lusso di alcune chicche, come la foto in pezzi della Justice League, citazione di Watchman.
Da notare che questa miniserie è, di fatto, un prologo a quella più imponente, ma non per questo migliore, del 2006: Crisi Finale. Svolge lo scopo di prologo al meglio, ma è bellissima da leggere anche solamente come romanzo.
Come scrivevo qualche riga più in alto, Crisi di Identità è una serie atipica. Non serve conoscere a menadito il chi, il come e il quando dell'universo DC. Non occorre sapere chi sia Elongated Man, lo Spettro oppure il Dottor Light. Tutto viene chiaro dopo poche pagine. E i personaggi sono reali, umani nei loro comportamenti. Buoni o cattivi che siano.
É un'opera da leggere senza il timore (o il pregiudizio) di avere tra le mani un fumetto, ma nello stesso modo in cui si sceglie un romanzo in libreria. Un autore di gialli prestato (con successo) al fumetto, una trama avvincente, una introspezione psicologica profonda.
Niente male, per essere solo un fumetto.