Scritto da Federica L. Mattei

Nel precedente articolo abbiamo menzionato alcune strategie per apprendere la scrittura e passare da scrittore inesperto a competente. È opportuno tener conto del fatto che le capacità di scrittura e di produzione verbale dipendono dal livello cognitivo raggiunto ovvero il bambino potrà esprimersi nel linguaggio scritto e parlato se ha acquisito la rappresentazione mentale della relazione tra le varie parti del discorso.
Se parliamo di sviluppo cognitivo associato alle capacità mi viene di scomodare Vygotskij e la sua “zona di sviluppo prossimale” che nient’altro è che la distanza tra lo sviluppo raggiunto dal bambino nello svolgere in modo autonomo dei compiti di soluzione di un problema e il livello di sviluppo potenziale ovvero la soluzione di un problema trovata con l’aiuto di un adulto. L’apprendimento dovrebbe prevedere delle abilità che siano appena al di là di quelle già possedute dal bambino così che il compito sia fattibile e non frustrante.
Esistono dei metodi, individuati e sperimentati da diversi teorici, in grado di facilitare l’apprendimento. Uno di questi, messo a punto da Bruner nel 1978 è lo scaffolding (fornire un'impalcatura) ovvero l’adulto pone allo studente delle domande strutturate che siano per esso fattibili, prevedibili e pertinenti al compito e ai suoi scopi così che egli, in un secondo momento, impari a porsele da solo evolvendo l’impalcatura più guidata in suo possesso verso una più elaborata e autonoma.
Questo, come anche altri metodi sperimentati negli anni, sono fattibili e fruttuosi solo se si conosce il livello presente di sviluppo del bambino e si procede quel tanto che sia sufficiente a non creare frustrazione o demotivare all’apprendimento. Incuriosire attraverso l’esperienza diretta può essere una carta vincente, soprattutto nel caso di bambini alla prima esperienza.
Raccontare ad alta voce un fatto accadutogli, così come gli viene di ricordare, è un primo approccio di riassunto; l’esposizione riassuntiva amplia il divario, e il ragionamento, tra ciò che chi ha scritto intendeva dire e ciò che ha estrapolato chi ha letto, e mette in atto tutta una serie di processi mentali e cognitivi che assieme collaborano allo sviluppo di un pensiero critico e conoscitivo della propria lingua. Scritta e parlata.
L'atteggiamento dell’adulto è, come sempre, fondamentale; incoraggiare, rinforzare positivamente, spronare sono alla base di una solida autostima e l’autostima, si sa, è la base dell’equilibrio del Sé. Di contro, etichettare, sbuffare, incalzare, interrompere, criticare sono atteggiamenti (comprensibili in questo periodo di forte stress) che non contribuiscono al buon rendimento e alla qualità dell’apprendimento e della relazione. Così come inveire contro la maestra o il professore di turno e mostrare insofferenza.
Dimostrarsi propositivi e incoraggianti renderà il lavoro del bambino meno dolente. E se proprio non ci riuscite per n motivi che non stiamo qui a condannare, allontanatevi dal tavolo di lavoro e dedicatevi ad altro. Ne tornerete meno tesi e ne gioverete entrambi.

Parola di stressata.