Recensione a cura di Federica L. Mattei Denis scartò il pacchetto e infilò una Rothmans in bocca. Faceva caldo. Un caldo estivo maledetto, e al commissariato non avevano ancora finito di installare i climatizzatori. L’unica ventola sul soffitto era troppo lontana dalla sua scrivania. Si alzò di scatto e aprì la finestra, sputando il fumo in direzione dei pini. La testa gli pulsava dalla mattina, aveva ingoiato due Aulin ma non avevano fatto effetto. (…) Erano dieci anni che lavorava…