Recensione a cura di Federica Belleri

Massimo Carlotto scrive da venticinque anni. I suoi personaggi sono molto conosciuti e seguiti, in particolare dai suoi lettori più fedeli. In questa antologia però troviamo racconti inediti o già pubblicati, ad esempio su quotidiani, che ci portano a conoscere alcuni aspetti della realtà italiana, senza seguire un particolare filo conduttore. L'autore ci parla della mafia, dei killer prezzolati, della dura legge del carcere e di come funziona la mente di un criminale. Affronta in questo modo la paura che porta alla follia, la rabbia che porta alla vendetta, la gelosia che chiude il cuore e blocca le sinapsi. I racconti in questo libro piccino sono crudi quanto basta e intensi nella giusta maniera.
Credo che Massimo Carlotto abbia fatto bene ad accettare la proposta di Edizioni Cento Autori. Il suo stile di scrittura rimane sempre inconfondibile. Buona lettura.

 

 

 

 

 

 

 

Massimo Carlotto (Padova, 22 luglio 1956) è uno scrittore, drammaturgo, giornalista, saggista, fumettista e sceneggiatore italiano. La sua attività letteraria e giornalistica inizia nel 1994, quando scrive Il fuggiasco (1995), autobiografia romanzata sul suo periodo di latitanza, che rappresenta la sua prima pubblicazione. L'ultima è del 2020 che vede pubblicato il romanzo La signora del martedì, nuovo attacco alle gogne mediatiche di cui, secondo l'autore, si servirebbe il potere giudiziario italiano al fine di ottenere le condanne dei sospetti e la fine del garantismo giuridico. Nel mezzo moltissimi racconti in volumi e in antologie, romanzi, saggi e graphic novel. E moltissimi i riconoscimenti prestigiosi per una carriera che ha offerto molto ai lettori, e ancora molto ha da offrire.