Recensione a cura di Federica L. Mattei

Sto facendo spazio nella mia vita, finalmente ordine, con questo trasloco, e mettendo a posto oggetti e cianfrusaglie sta cambiando anche la percezione del mondo che ho intorno.

Paolo Sartori, il protagonista di questo “diario di vita”, sta affrontando un cambiamento, riordinando, sistemando, facendo spazio. Ma sotto lo strato di polvere, così come dietro alle cose, si celano verità talvolta scomode da guardare, traiettorie difficili a cui prestare attenzione e crepe che restano cicatrici.

Per me il Kintsugi è sempre stato una metafora della vita, e nel mio caso stavo mettendo in pratica tutti gli accorgimenti per mettere a posto i cocci della mia esistenza. Mi ero distratto, ed era caduta rovinosamente a terra, rompendosi in mille pezzi, e ora toccava porre rimedio trasformando le ferite in preziose cicatrici.
(…)
Una volta terminato il lavoro, ho ammirato quello che avevo tra le mani.
(…)
Da vicino le crepe si vedono tutte, sono grosse, piene di polvere, dolorose.

Questo trasloco voluto anche da sua moglie Marta (o forse no?), è un po’ il resoconto degli anni passati, dei conti da tirare di somme che non tornano tutte, o almeno non come lo si vorrebbe. Questo romanzo è il dialogo intimo di un Paolo che si sente troppo diverso da com’era un tempo, troppo lontano da ciò che vorrebbe essere con e per sua moglie; un uomo sopraffatto dalla paura del cambiamento, della distanza tra sé e un matrimonio perfetto come ritiene essere quello di suo fratello, del poter essere come è realmente, con tutti gli inciampi e gli sbarellamenti. Credo che tra queste pagine ci si possa ritrovare ciascuno di noi, dietro agli abbagli di cose che sembrano ma non sono, di paure legittime e legittimate, di tentennamenti caratterizzanti tutte quelle fasi di passaggio assolutamente naturali che però, a chi le sta attraversando, appaiono come muri invalicabili. E pure quei sogni, che Paolo fa e che racconta, in cui vengono concentrate tutte le sue più grandi paure così come, a una a una, le speranze per il futuro.
Una lettura piacevole quella di Benforte, caratterizzata da una scrittura fresca, a tratti confidenziale. Un diario emotivo ed evolutivo, di trasformazione e di ritorni, di frammenti che tornano ciascuno al proprio posto.

Antonio Benforte

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Benforte è giornalista e Social Media Manager del Parco Archeologico di Pompei. Ha lavorato per anni in una casa editrice per poi occuparsi soprattutto di nuovi media e comunicazione digitale. Cofondatore del magazine green e dell'associazione culturale Econote, per Scrittura &Scritture ha pubblicato il romanzo La ragazza della fontana.

Di seguito il link per un assaggio di lettura.

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