Scritto da Maddi Magnolia

Ah Paris (penso sospirando). La ville lumière, l’amour, la vie en rose… quanti innamorati si sono promessi amore eterno (o hanno sognato di farlo) a Parigi, mentre la Tour Eiffel s’illumina e la Senna traghetta cuori gonfi di tenere promesse che si perdono nel cielo, come palloncini rossi. A Parigi l’amore è stato declinato in tutti i modi, anche grazie a centinaia di film e commedie romantiche che l’hanno consacrata come città dell’amore, con cene romantiche nell’esclusivo ristorante ‘Le 58‘ al primo piano della Tour Eiffel, dove ammirare una meravigliosa vista panoramica, o baci scambiati sul Pont-Neuf. Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta, tra un "Je t'aime" a Montmartre o sui bateaux mouches. 
Ma, ahimè, non tutti hanno la fortuna di passeggiare per Parigi, incollati guancia a guancia con quell’idea di eterno che solo certi cuori inesperti possono augurarsi. E allora, se proprio capitiamo a Parigi, magari straziati da quel palloncino rosso carico di promesse appassionate che ci è scoppiato nel bel mezzo della vita lasciandoci delusi e disperati, senza più la dolce condanna al sogno di amore indistruttibile, possiamo andare in un posto dove, per lo meno, possiamo raccontarlo. A quel punto bisogna andare alla Shakespeare and Company, libreria dalla vetrina colorata e dall’aspetto trascurato, nel quartiere latino sulla Rive Gauche di Parigi.  
Non è solo tra le librerie più famose del mondo, è un posto dove le persone possono muoversi e abitare gli spazi come fossero capitoli di un romanzo. La sua storia risale al 1919 in una sede diversa da quella attuale. George Whitman, l’ex proprietario americano della libreria che ora l’ha lasciato in eredità a sua figlia Sylva, arrivò a Parigi per studiare dopo la fine della Seconda guerra mondiale e accumulò così tanti libri che decise di aprire una libreria nella speranza che divenisse “una nicchia da cui poter guardare al sicuro l’orrore e la bellezza del mondo”. 
Nel piccolo appartamento sopra il negozio, George ha vissuto fino a 98 anni e per decenni è stato capace di accogliere nella sua libreria molte delle figure più rispettate della letteratura moderna. Da lui si rivolgevano anche artisti che nessuna casa editrice voleva pubblicare. La libreria, divenuta negli anni un rifugio per scrittori erranti che potevano addirittura dormirci usufruendo delle brande nascoste tra le pile di libri, oggi è gestita da Sylva e da suo marito.  
Non siate inospitali con gli sconosciutirecita il cartello che è ancora appeso nel negozio potrebbero essere angeli sotto mentite spoglie”.  
A questi potenziali “angeli” viene tuttora chiesto di scrivere un’autobiografia, usando una delle macchine da scrivere presenti nella libreria e fogli di carta celeste. Shakespeare and Company ha raccolto migliaia di storie, ha ospitato scrittori come Hemingway e Fitzgerald. 
È un luogo leggendario, perfetto per chi vuole lasciare una testimonianza di sé, dei propri amori perduti nelle acque della Senna o di tutte le promesse d’amore volate via nel cielo parigino. 
Del resto, come scrive l’attuale proprietaria «Tutti hanno una storia da raccontare».