Scritto da Federica L. Mattei

 

È finita l’estate e con lei le vacanze, gli orari disordinati, i tempi vuoti di impegni, ma non le preoccupazioni che l’hanno preceduta. Arriva il momento di riorganizzare le giornate e di fare i conti con lo stress che ne consegue. Diversamente da quel che si potrebbe pensare, lo stress da rientro non colpisce solo gli adulti, ma anche i bambini (e gli adolescenti), stress sovraccaricato dalle ansie dei genitori per la ripresa degli impegni quotidiani e per le incertezze derivanti dal periodo storico che stiamo vivendo.  
Tra ciò che possiamo fare, un aiuto importante per gestire il carico di stress e abituarci alla ripresa graduale della quotidianità è reintrodurre le routines abbandonate in vista delle vacanze, possibilmente non a ridosso del rientro a scuola, ma settimane prima; riprendere i vecchi orari per i pasti, per il sonno, per i compiti assegnatigli, o per qualche lavoretto che non impegni eccessivamente la giornata ma aiuti il bambino a “tollerare” di stare seduto e concentrato per un lasso di tempo “sufficiente”, e per il tempo libero. 
Scansionare la giornata, lo abbiamo già approfondito in un articolo di qualche tempo fa, attraverso dei momenti sistematici fissi (routines per l’appunto), offre al bambino la possibilità di autoregolarsi, di prevedere ciò che deve ancora accadere, di gestire il proprio tempo in maniera autonoma e ordinata, di un ordine che è anzitutto mentale. 
Un altro fattore importante è quello di non stravolgere completamente la giornata; alternare i compiti a delle passeggiate fuori porta o alla condivisione di giochi e di attività per non creare ulteriori motivi di stress. Il passaggio dall’ozio al quaderno deve essere graduale altrimenti il rischio è di stressare eccessivamente l’intero nucleo familiare: il bambino che deve fare i compiti per le vacanze e il genitore che si sente “costretto” a vegliare su questo impegno.  
Parlare con i propri figli esplorando i loro pensieri riguardo la ripresa, specialmente se si tratta del passaggio da un grado scolastico all’altro, è fondamentale per intercettare i fattori di stress e intervenire affinché non si addensino inficiando il lavoro che si sta facendo per loro.  
Inoltre, mangiare sano, sempre negli stessi orari, addormentarlo in un orario adeguato all’età e comunque preferibilmente mai oltre le 21.45, sono le regole, di una buona ripresa, che certamente apportano un aiuto importante.  
Credo che, come sempre, la risposta alle domande e alle criticità stia nell’osservare e nell’ascoltare i propri bambini e i loro bisogni, intercettare i segnali di malessere che inviano, codificarli e accoglierli senza frustrazione o sensi di colpa, senza chiedersi continuamente se si è un bravo o un cattivo genitore. Nessuno di noi vuole essere un cattivo genitore per i propri figli; la differenza la fa lasciarsi guidare da loro.