Scritto da Tiziana Tafani

Non avevo scelta. Era stato il primo ad inchiodarmi all’estate e dissipare l’adolescenza nel doloroso garbuglio che ancora mi accompagna.
Altri forse più forti, ma Cent’anni di solitudine il primo.
E Josè Arcadio e Aureliano Buendia stavano mimando quello che di li a poco la storia della mia vita mi avrebbe presentato.
Abitavo a Macondo, allora, e subivo le piatte conseguenze di un verde che mi angustiava perché ero figlia di Josè Arcadio, ma avevo lo spirito degli Aureliani.
Le stirpi con cent’anni di solitudine non avevano una seconda possibilità sulla terra. Sono io, l’ultima di loro.