Scritto da Maddi Magnolia

Una donna colpita al cuore sa che per rialzarsi dovrà essere più forte di qualunque uomo. Parliamo di una donna colpita non per amore, colpita simbolicamente al cuore della sua dignità. Colpita, nella realtà, alla testa, da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico in Pakistan su cui lei tornava a casa da scuola. Ma accade ciò che non avevano previsto: lei sopravvive all'attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. Inviata all’ospedale di Birmingham, nel Regno Unito, dopo mesi di riabilitazione a casa, sfigurata e sottoposta a una ricostruzione del cranio, lei sopravvive. E da quel momento qualcosa cambia per sempre nella vita di questa giovanissima donna, qualcosa che darà una svolta alla sua vita. E diventa la più giovane vincitrice nella storia del Premio Nobel per la pace. 
 
Il responsabile di quei proiettili aveva spiegato di aver colpito quella ragazza perché simbolo degli infedeli e dell'oscenità. Oscena, in questo caso, è la cultura. Perché quella ragazza, di nome Malala Yousafzai è una giovane attivista pakistana che all'età di undici anni è diventata celebre per un blog, da lei curato per la BBC, nel quale documentava il regime dei talebani pakistani, contrari ai diritti delle donne. Malala è un’eccezione in un Paese in cui gli uomini vorrebbero le donne rinchiuse in casa. Malala però salvandosi ci fa scoprire che il Pakistan non è solo terra che dà i natali a venditori di rose, ma anche a persone che difendono la cultura. 
 
La storia del Pakistan e dello Swat, regione da cui proviene Malala, dove è riuscito ad arrivare il vento dei talebani dal confinante Afganistan che vogliono impedire alle donne di essere libere, è tutta racchiusa nel volto di questa donna che ha spinto molte persone a partecipare in modo attivo e appassionato alla lotta per l’istruzione. La sua passione per la cultura la porta a parlare in pubblico, alla radio e alla televisione per denunciare l’oppressione talebana. Malala è così diventata una delle attiviste più conosciute al mondo. Durante l’Assemblea della gioventù delle Nazioni Unite, le sue parole più sentite sono state per i libri che ha definito come le armi più potenti, e per l’educazione intesa come unica possibilità per la libertà. 
 
Il 10 ottobre 2013 è stata insignita del Premio Sakharov per la libertà di pensieroil presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, l'ha motivato dicendo che è una ragazza eroica e ricca di spirito. Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace con la seguente motivazione “per la loro lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all'istruzione”. Nell'agosto 2017 è stata ammessa all'Università di Oxford, per studiare il corso Philosophy, Politics, and Economics, ottenendo la laurea nel giugno del 2020. 
 
“Ogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte le donne.” (Maya Angelou)