Scritto da Fabrizio Castellani

Un eroe iconico, sulla breccia da più di ottant'anni. Un personaggio conosciuto a livello globale. 
Batman è tutto questo e anche di più. 
Logico allora che serva trovare un giorno, ogni anno, per omaggiarlo come si deve. 
Nel 2014, in occasione del 75° anniversario dalla prima pubblicazione, nasceva il Batman Day. Un evento che si ripete da allora ogni terzo sabato di settembre, con tante e differenti iniziative, editoriali e non. 
Quest'anno in Italia la casa Editrice Panini ha preparato, tra l'altro, un bel volume antologico che raccoglie una manciata di storie dagli anni 70 fino al nuovo millennio. 
Sia chiaro, non troviamo qui racconti che hanno fatto la storia come “Arkham Asylum” o “Una morte in famiglia”. E neanche quelle storie che sono entrate di diritto, tra le Graphic Novel che “vanno” lette, come “The Last Laugh” o “Il Ritorno del Cavaliere Oscuro”. 
Ci sono invece dei piccoli racconti, utili a mostrare personaggi meno noti, aspetti del Cavaliere Oscuro più nascosti oppure per conoscere un po' chi, su Batman, ha lavorato per anni contribuendo a farlo diventare il personaggio che oggi tutti conosciamo. 
É il caso del disegnatore e inchiostratore Dick Giordano, per esempio, che qui compare in due storie della metà degli anni settanta. Un tratto plastico e fluido, eccellente nel valorizzare i giochi di luce e di ombre, e il realismo tipico dei fumetti di quegli anni. 
Un bel salto permette poi di lasciare gli anni settanta e trovarsi tra le mani un piccolo gioiellino di inizio millennio come “Eran Mielmi i Bogorosci”, dove un Batman tratteggiato quasi in versione cartone animato, colori saturi e mascella quadrata, si ritrova ad affrontare due personaggi pressoché sconosciuti al lettore di passaggio: il dottor Langstrom, alias Man-Bat e il Cappellaio Matto. Due che meriterebbero lo stesso spazio di altri personaggi molto più famosi ma che, per un motivo o per un altro, non sono mai riusciti ad emergere nell'affollato pantheon dei nemici di Batman. 
Curiosamente, ma non per caso, il racconto di apertura e quello di chiusura, distanti tra loro cinquant'anni, sono due fari sul Cavaliere incappucciato e sulle sue motivazioni. Il primo è una (ennesima) rappresentazione dell'omicidio dei coniugi Wayne, targato 1973. Il secondo, un atipico Team Up con il tormentato Swamp Thing, accende una piccola luce sulle conseguenze, sui figli, della perdita (violenta) degli affetti. 
Mi piace ricordare poi una storia che ho avuto occasione di incontrare in diversi volumi antologici dedicati a Batman: Il Batman che Nessuno Conosce. Un fill-in, un riempitivo scritto da Tim Robbins, disegnato e inchiostrato da Giordano nel 1973. 
Una rara occasione di trovare un Bruce Wayne in pieno relax, in versione benefattore. 
Lontano da Gotham, lontano dal crimine e dalle ombre. 
Impegnato in un campeggio in compagnia di alcuni ragazzi dalla vita difficile, ascolta le loro storie sul Batman. Come lo vedono i loro occhi, come si racconta tra la gente. 
Piccoli racconti, piccole storie, ma di grande impatto emotivo e visivo. Un bel volume da conservare. 
Un regalo di compleanno al contrario, che arriva da chi, quel compleanno, lo festeggia il terzo sabato di settembre dal 1939. 
Ottant'anni portati alla grande.