Recensione a cura di Federica Belleri

Cosa è possibile e cosa non lo è per Willa? Cosa riesce a creare la sua mente e cosa, invece, per lei è reale? Cosa è in grado di fare per aiutare se stessa ad avere una vita migliore? Cosa, ancora, per fuggire al dolore?
Nelle pagine di questo romanzo ho scoperto che ogni giorno,  ora o minuto sono importanti per Willa. Ogni emozione, positiva o negativa, è essenziale.  A qualsiasi età,  in qualsiasi situazione si trovi. Ho scoperto una donna che vuole proteggersi ma deve proteggere, vuole salvare ma ha bisogno di essere salvata. Ho scoperto una Willa intrappolata nei ricordi, a volte belli, altre meno. Una Willa che ama il profumo dell'oceano e delle gemme di marmellata. Che adora la sabbia e il  rumore delle onde. Una donna tormentata dall'angoscia, dalla profonda frustrazione e dal particolare attaccamento a un taccuino davvero speciale. Una donna che ama la propria famiglia e la respinge al tempo stesso.
Ho scoperto quale parte della sua vita è da abbandonare e quale da rimettere a posto. Perché si può rimettere a posto una vita, giusto? Le viene data questa opportunità,  vero?
Penso che una lettura di questo tipo sia molto introspettiva e aiuti a guardare dietro e davanti a sé,  per desiderare e sognare, per ricostruire o demolire. Per odiarsi o amarsi per sempre. Credere o meno a questa storia? Al lettore scoprirlo. Una vita di giorni impossibili.  Un ponte per Terabithia. Uno Stargate.
Scegliete ciò che preferite e buona lettura.
Affrontatela con calma.

Tabitha Ann Bird