Scritto da Fabrizio Castellani

Sin dalla sua nascita, il mondo Marvel è stato ricco di scambi ed incursioni. Era facile allora (e anche oggi) che un avversario di Devil facesse irruzione nel mondo dell'Uomo Ragno. Che Madrox sfidasse i F4, che Hulk e La Cosa se le dessero di santa ragione, magari per fare poi pace e menare tutti gli altri. Un mondo assolutamente collegato, fatto di relazioni di amicizia (L'Uomo Ragno e la Torcia Umana, ad esempio), amore (Tempesta degli X-Men e Pantera Nera, un matrimonio durato neanche troppo), oppure semplice sesso (She Hulk e Fenomeno, che hanno distrutto parecchi letti). 
Insomma, gli avvenimenti che accadono ad uno hanno spesso delle ripercussioni su altre testate. 
D'altra parte le grandi saghe Marvel sono spesso fatte di team up per coinvolgere un elevato numero di personaggi. É il caso di Guerre Segrete, Civil War, World War Hulk, House of M e così via. E questa miniserie in otto numeri (e un prologo) di personaggi ne mostra davvero tantissimi. Altrettanti sono gli intrecci e gli eventi che vengono ricordati. Ci sono i Vendicatori, l'Uomo Ragno, alcuni X-Men, lo Shield, i ThunderboltsCaptain Marvel, Osborn, Hood, Nick Fury e mille altri.  
Alla Marvel ci sono poi tante razze aliene, alcune davvero pericolose. Gli Skrull forse sono i più pericolosi di tutti perché sono tanti (sono un impero, anche se decadente). Sono inquadrati come una forza militare (sul modello dell'impero romano, tanto caro a tutti quelli scrittori che vogliono rappresentare una minaccia armata, vedi L'Impero di Star Wars o la razza Klingon di Star Trek). Sono rettiloidi (V-Visitors?) mutaforma e possono riprodurre, in grande scala, anche i superpoteri. 
Insomma gli Skrull rappresentano una minaccia di proporzioni cosmiche. 
Dopo gli eventi di Civil War la comunità dei supereroi è spaccata. Captain America è morto. Nessuno si fida di nessuno. La scoperta che alcuni Skrull si sono sostituiti agli eroi è una mazzata, il colpo di grazia. I più potenti difensori della Terra, i Vendicatori, si dividono: alcuni entrano in clandestinità, altri perdono completamente il controllo e finiscono per agire da vigilantes. L'opinione pubblica guarda ai supereroi con sempre più sospetto e sfiducia. Per gli Skrull è il momento di sferrare l'attacco e conquistare la terra. 
Le premesse per una storia piacevole ci sono. Bendis prende un classico cliché di SF, sul genere “l'invasione degli ultracorpi”, e lo usa per tirare le fila di quanto accaduto negli ultimi anni. Dare una ripulita a tanti nodi, gettare le basi per altri eventi, riscrivere senza ricorrere a magia o viaggi nel tempo un po' come accaduto fino a quel momento. 
Per usare un termine piuttosto brutto, fa della “retro-continuity”, dicendo ai fan: quello che avete letto fino ad oggi è vero solo in parte, perché i vostri eroi erano mutaforma oppure sono stati plagiati. E dimostra che alla Marvel hanno l'occhio lungo, perché le basi per Secret Invasion erano state gettate già da parecchio tempo. 
Buone premesse però la storia non funziona. Non trasmette niente. Il lettore non riesce a calarsi dentro al racconto, non ha modo di appassionarsi a quanto sta accadendo, preso in una vertigine di scazzottate e di “prima meno poi chiedo”. Lo slogan “Gli Skrull sono tra noi: di chi ti fidi?” che ha accompagnato l'intero evento si perde in mezzo alla banalità degli avvenimenti, ai dialoghi stereotipati, al “già visto”. 
Non c'è tensione, non c'è pathos. 
Anche i disegni del pur bravo Yu si trascinano stanchi tra splashpage che dovrebbero essere d'azione e che invece hanno l'aspetto di un cartellone pubblicitario e tutta una serie di primi piani di volti e occhi tutti uguali, espressivi come una pianta d'appartamento. Al limite dello stucchevole. 
Si salva qualche scena, qua e là un dialogo, il finale, con la caduta di IronMan -Tony Stark e uno dei personaggi più malefici dei fumetti, Norman Osborn (Goblin) al quale il governo affida il comando della più potente agenzia mondiale di Intelligence, lo SHIELD. Poco. Davvero troppo poco per dare a questa miniserie la sufficienza. 
Però in fondo da una idea buona, anche se degenerata in un cattivo racconto, si può sempre trarre qualcosa. Infatti nel Marvel Cinematic Universe, al cinema, le sottotrame ispirate a Secret Invasion si stanno facendo sempre più frequenti, con apparizioni degli Skrull negli ultimi successi al botteghino di “Captain Marvel” e “SpiderMan: far from home”. Insomma, pare che Secret War sarà il grande disegno della prossima fase di cinecomics, e speriamo che sia migliore del fumetto.