Scritto da Maddi Magnolia

Give a girl the right shoes,
and she can conquer the world
Marilyn Monroe

“Cera una volta Charles Perrault”

Nato a Parigi da una ricca famiglia, avvocato prima ancora che scrittore, all'età di 67 anni elabora la raccolta "Storie e racconti dei tempi passati, con la morale" per indurre il lettore a riflettere sui problemi che si presentano ai protagonisti delle fiabe. Uomo coltissimo e membro dell’Académie française, Charles Perrault pubblica inizialmente le undici fiabe che compongono I racconti di Mamma Oca col nome di suo figlio, perché gli sembrava indegno di un vero scrittore occuparsi di letteratura di bambini. In realtà, la sua scrittura è originale e raffinata, contiene invenzioni inusuali tanto che si ritiene sia lui ad aver reso la fiaba un genere letterario vero e proprio. Sosteneva che scopo delle fiabe è quello di catturare il lettore, in maniera da istruirlo e divertirlo nello stesso tempo attraverso storie vivaci.
La struttura della trama si presenta semplice: c’è un protagonista ostacolato da un antagonista, ma per risolvere il problema riceve l’aiuto di qualcuno. Sperare nel lieto fine, per un adulto, è spesso utopico e tende a dimenticare che un tempo erano proprio gli adulti i veri destinatari di queste storie, come l’alta borghesia a cui si rivolgeva Perrault. La favola, si sa, fa trionfare il bene sul male e ci mostra che il coraggio, insieme all’amore, vincono su tutto. Non ci soffermeremo sul fatto che Perrault affermava che coraggio e nobiltà d’animo restavano inutili senza “padrini e madrine” (quello che oggi chiamiamo raccomandazioni per riuscire nella vita); all’epoca di Perrault occorreva sicuramente avere la protezione di qualche personaggio influente alla corte del re, cosa non molto diversa da ciò che accade oggi. Oggi ci soffermeremo su un elemento introdotto nella versione di Perrault, in una delle fiabe più antiche del mondo: Cenerentola. Stiamo parlando della famosa scarpetta di cristallo.
Quest’oggetto prezioso, la cui fattura evidenzia l’importanza che ricopre, nella favola di Cenerentola ha delle precise caratteristiche: deve essere indeformabile, in modo che possa essere indossato solo dalla protagonista e deve essere bellissimo. Su questo oggetto si è scritto di tutto, dalle interpretazioni freudiane alle riscritture della fiaba dove comode scarpe da ginnastica hanno preso il posto della scomoda scarpetta di cristallo. Ma c’è un fatto che non si può mettere in discussione, le scarpe sono centrali nella vita di una donna. Lo dimostra anche il fatto che sia stata scelta, seppur per una drammatica motivazione, una scarpa rossa come testimonianza del numero delle violenze subite dalle donne.
Ogni epoca ha la sua Cenerentola: dalla Elizabeth Bennet di Orgoglio e Pregiudizio alla Vivian Ward di Pretty Woman. Ogni epoca ha la sua scomoda scarpa da indossare per trovare la felicità. Ciò che accomuna tutte, però, è saper trascendere la realtà per essere trasportati in un universo in cui ogni cosa risulta possibile, cercando di sperare in qualcosa di possibile. Scarpa, quindi, come metafora della propria unicità e identità, come mezzo di libertà e strumento di riscatto.
Per celebrare l’uscita al cinema del film ispirato alla favola di Cenerentola, la Disney Consumer Products ha collaborato con nove stilisti di fama internazionale di scarpe per realizzare una collezione di scarpette di cristallo. Marilyn ne avrebbe certamente comprata una.
Se avesse avuto una vita più felice.