Scritto da Maddi Magnolia

Ridi sempre, ridi, fatti credere pazzo,
ma mai triste.
Ridi anche se ti sta crollando il mondo addosso,
continua a sorridere.
Roberto Benigni

C’erano una volta un italiano, un francese e un tedesco. Non iniziano così le storiche barzellette che si raccontavano in tv? Quando le ascoltavo pensavo che fosse un gran talento saper far ridere. Si potrebbe addirittura affermare che sia una forma d’arte. Da quanto tempo l’umanità si intrattiene con l’arte della risata? Difficile stabilirlo con certezza, ma sembra che la comicità ci sia sin da tempi molto lontani. Purtroppo, i dipinti non ci aiutano, perché nel sorriso cosiddetto leonardesco, le labbra non mostrano i denti, ma è solo una sezione d’arco aperto verso l’alto, mostrandoci solo l’enigma della dolcezza e leggerezza interiore. L’unica risata in un dipinto è al Moma di New York, dell’artista Umberto Boccioni e si chiama appunto “La risata”, protagonista una donna. La risata, emblema di sfrenata vitalità ed irrisione agli schemi di vita tradizionale. si concentra sulla forza trascinante, contagiosa, che travolge chi c’è intorno.
Se vogliamo tracciare la storia della risata dobbiamo andare al passato della scrittura e della recitazione: dalla commedia dell’antica Grecia, in cui si raccontavano intrighi legati alla vita cittadina, alla commedia dell’Antica Roma, dove finalmente comparvero anche i personaggi femminili; dalla Commedia dell’Arte fino ai giganti del Novecento, come Totò. Il cabaret come oggi lo conosciamo, fatto per lo più di monologhi comici esilaranti, è quello che viene chiamato “stand up comedy”, dove il comico si esibisce in piedi rivolgendosi direttamente al pubblico, come se stesse tenendo un comizio. Il talento sta nel ritmo, nel saper utilizzare voce e gestualità al servizio di una buona scrittura comica. La commedia rovescia il mondo, e lo rende per questo meno noioso, ma soprattutto ci permette di conoscerci, perché ridere ci racconta sempre qualcosa di noi. L'atto del ridere rivela il nostro atteggiamento psicologico, la nostra cultura. Sigmund Freud diceva che la risata è frutto di un “corto circuito” perché ogni interruzione delle nostre rappresentazioni del mondo circostante, ogni contraddizione improvvisa del meccanismo narrante lascia spazio immediato alla reazione emotiva più autentica, la risata. È la rivelazione dell’umanità, della libertà che si prende, questo distacco di fronte a noi stessi, come diceva Eugène Ionesco.
Ecco perché il comico, attraverso l'effetto della sorpresa, ci riporta a qualcosa di antico, alle nostre vere radici.
Per coloro che non fossero dotati di senso dello humor, non disperate! Ci sono buone notizie: esiste una vera e propria palestra che fa al caso vostro e vi permette di allenarvi a ridere (senza motivo). L’idea è nata da un medico indiano di Mumbay, Madan Kataria, che ha fondato nel 1995 il primo Club della risata, in un parco pubblico. Da allora questa ginnastica, chiamata Yoga della Risata, si è diffusa in tutto il mondo. Oggi si contano, infatti, oltre 6000 club in 72 paesi circa che fanno di questa forma di yoga un fenomeno di portata mondiale. Nasce come pratica di gruppo, grazie ai neuroni specchio, la risata autoindotta diventa una risata spontanea. Se volete allenarvi già da casa a ridere senza motivo, trovate tutorial e interessanti video su Youtube. Buona risata!