Scritto da Tiziana Tafani

C’è una foto di me, avrò avuto sedici anni, con una camicia azzurra, i capelli corti in mezzo all’erba, mi innamoravo di Alyosha Karamazov. E sognavo di amarlo e di salvarlo da quel sé stesso che alla fine ero io.
Era la stagione dei sogni, delle speranze piene di ardore, di quello che sarei diventata e non è stato, ma io non lo sapevo.
C’è una stagione in noi che ha l’infinitudine di una eterna primavera e che precipita, come il crollo della paratia di un teatro, quando guardi l’orologio e lasci i tuoi sogni a moltiplicarsi in una sequenza di ripetizioni che ti smarriscono.
Perché dopo, il tempo, è tutto uguale.