Scritto da Fabrizio Castellani

Il successo 2019 di critica e pubblico negli States, “Undiscovered Conutry”, sbarca in Italia grazie ai ragazzi dal palato fine della Saldapress e, alla prima lettura, sembra promettere davvero bene.
Un viaggio che inizia con questo volume numero uno, “Destino”, elegante raccolta dei primi sei albi pubblicati.
Snyder e Soule immaginano un futuro distopico che però è appena dietro l'angolo, pochi anni da oggi.
Il mondo è diviso in tre fazioni, l'Alleanza EuroAfricana, la Zona di Prosperità Pan-Asiatica, gli Stati Uniti. Una pandemia mortale, il virus Sky, flagella il pianeta. Le risorse scarseggiano. La pace mondiale una chimera.
Dei tre territori l'America si è completamente chiusa, da tre decadi ha innalzato un muro che impedisce ogni accesso. Ha interrotto le comunicazioni, i transiti, ogni collaborazione, ogni notizia.
Il giorno della chiusura (splendidamente spiegato nelle prime pagine e riassunto nel finale con un diagramma cronologico) chi stava dentro è rimasto, chi si trovava fuori non è mai potuto tornare. Nessuno è più entrato, nessuno è più uscito, nessuno sa nulla degli States negli ultimi trent'anni.
Fino al giorno in cui un messaggio, un criptico invito, arriva al mondo esterno. Un gruppo selezionato, una lista di sei persone, potranno entrare e vedere con i loro occhi. E avere la cura per Sky.
Ma dietro a quest'invito si nasconde altro e il viaggio è solo all'inizio.
Perché forse i trent'anni trascorsi “fuori”, invece dentro ai territori americani sono qualcuno di più, o di meno.
Perché l'America ha estremizzato il suo sogno di Terra delle Opportunità e a guardia della soglia c'è un tribù di uomini e animali che hanno perso gran parte della loro forma umana.
Perché chi ha mandato il messaggio ha bisogno di aiuto per far avverare una profezia di rinascita.
Così il lettore cade prestissimo nella trappola dell'avventura sorprendente. Della fantascienza e del fantasy libero di spaziare tra i generi. Tra uomini in armatura alti tre metri che vivono in decrepiti Walmart, squali volanti, mura ciclopiche, lo zio Sam, una Cadillac rosa, il treno e la ferrovia.
I sogni, le paure, le aspirazioni del sogno americano trasposti in un immenso “What's If?”.
Questo primo assaggio di quel che verrà ci consegna un lavoro di ricerca certosino, una progetto curato. I personaggi sono ben caratterizzati e approfonditi, gli ambienti dettagliati. Un lavoro di cura del plausibile davvero ben fatto.
E gli scenari sono reali, tangibili. Sono possibili risposte ai problemi del pianeta, oggi.
Come contrastare la crisi economica? E l'inquinamento?
Come potrebbe fare un paese a salvaguardare le proprie risorse energetiche da un mercato globale?
E come evolve la democrazia con il crescere dei mezzi di informazione?
Poi ci sono i disegni di Camuncoli, che aiutato da Orlandini e Grassi alle matite e dai colori di un Wilson in forma smagliante, regala tavole davvero suggestive.
Rende omaggio nemmeno troppo discretamente all'epica dei paesaggi e delle creature di Moebius (“L'Incal” emerge fragoroso tra le tavole), è efficace quando dispone la vignettatura, mai banale. Un autore che naviga oramai nella zona che va dal comics statunitense al morbido tratto europeo con gran classe.
Autori, disegnatori, colorista: un gruppo in sintonia per un risultato che è, al momento, eccellente.
Un fumetto, eccellente.
In attesa di sapere dove ci porterà nel suo percorso a spirale verso il cuore degli Stati Uniti.

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