Scritto da Fabrizio Castellani

Nel suo lavoro di rinnovo del personaggio del 2006, Straczynki operò cambiamenti profondi e anche se non tutti furono apprezzati dai fan, di certo si può dire che non ebbe il coraggio delle decisioni forti.
Una delle fasi più belle della sua gestione, a mio avviso, fu questa “L'altro – Evolvi o muori”.
Oscura, drammatica, ricca di pathos.
Già nei mesi precedenti “Stracchino” aveva ampliato non poco la portata dei poteri del ragno. I nemici erano cresciuti di conseguenza, diventando sempre più forti, più cattivi. Magia, retaggi, poteri totemici erano entrati in un contesto, fino ad allora, piuttosto relegato a problematiche che potremmo chiamare “quasi urbane”. Le guerre tra gang (Mr. Negativo, Hood),  gli aspiranti signori del crimine (Kingpin, Norman Osborn), i supercriminali che cercavano di arricchirsi (HobGoblin, Electro) oppure le anime disperate intrappolate in vite e corpi dei quali non avevano il controllo (Lizard, Morbius), tutti erano lentamente stati soppiantati dai vari Ezekielm Dormammu e Morlun. Ora nel giro del ragnetto gravitavano personaggi come la veggente Madame Web e la nuova Donna Ragno. Misticismo e vampiri, Divinità e Forze Cosmiche.
Insomma, un salto di qualità che richiedeva al vecchio Peter di crescere, quantomeno in potenza.
Ma la potenza da sola non basta.
Aiutato da David (scrittore sopraffino) e con ai disegni un Deodato in buona forma (succedere a Romita senza farlo rimpiangere non è un’impresa da poco), ecco che Staczynski ci propone questa dodici numeri che fa passare il personaggio dell'Uomo Ragno in una centrifuga e lo risputa fuori pulito e come nuovo.
Il vampiro Morlun dà la caccia al ragno e gli strappa un occhio a morsi.
Basta questa scena per comprendere che siamo ben distanti dalle atmosfere da campus universitario, quando il problema di Peter Parker era sgusciare dalla finestra per volteggiare per le strade di NY.
E non finisce qui. Per salvare MJ da Morlun Peter “libera” il Ragno, il potere totemico nascosto nel suo intimo, uccide il vampiro e poi muore. Ma i ragni lo avvolgono in una crisalide e lui così può risorgere qualche pagina dopo.
Nuovo, resettato. Privo delle ferite e degli acciacchi di anni di battaglie.
Con nuovi e ampliati poteri.
Un altro ragno, con la stessa memoria, la stessa etica e nuovi poteri.
Pronto per tutte le sfide che gli si pareranno davanti.
E poco importa che tutto questo potere durerà per poco (almeno fino a Civil War e la saga di “soltanto un altro giorno”).
Una saga più horror che supereroistica, scritta per bene e disegnata con mestiere.
“Sei l'uomo che sognava di essere un ragno o il ragno che sognava di essere un uomo? Sei quello? o sei l'Altro?"
Così si chiude la saga, con un Peter Parker sopravvissuto. Costretto dagli eventi ad accettare in sé la presenza contemporanea dell'Uomo e del Ragno.
Che poi è metafora della vita, quando si riconosce che siamo fatti di più punti di vista, più atteggiamenti, sfaccettati, multipli, pronti al cambiamento.
Il cambiamento, la vita.

 

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