Scritto da Tommaso Mazzuca

Five Nights at Freddy’s, abbreviato in FNaF, è una delle saghe horror più famose mai uscite. Con il primo gioco sviluppato da Scott Cawthon, pubblicato nell’Agosto del 2014, ha ricevuto subito un enorme successo. Il gioco non è complesso, 4 animatronici, cioè dei robot con delle tute che rappresentano degli animali, durante la notte cercheranno di arrivare da te ed ucciderti, ma tu dovrai chiudere le porte non appena saranno in una delle due stanze affianco a dove ti trovi. Però, credo che la diversità di questa saga sia dovuta anche alla storia, che nei vari giochi Scott ha lasciato intendere, anche commettendo delle imprudenze interpretative. Ciononostante, migliaia di persone hanno cercato di ricostruirla finché l’anno scorso, con l’uscita del nono capitolo della saga, si è potuto aggiungere un “perché” alla storia colmando tutti i buchi neri che fino a quel momento erano presenti nella trama.
Nel primo capitolo troviamo solamente 5 personaggi: Freddy, un orso che ha dato il nome ai giochi; Chica, un “pulcino” con un vassoio e un cupcake; Bonnie, un coniglio blu con una chitarra; Foxy, una volpe rossa pirata e Golden Freddy, un orso giallo che faceva parte del primo ristorante. Esatto: nonostante sia il primo capitolo della saga, ci troviamo circa 20 anni dopo l’inizio della storia. Infatti questa inizia nel 1962, con William Afton, un giovane ragazzo che si laureò in biologia e iniziò a studiare robotica. In quel frattempo conobbe Henry con la quale aprì una pizzeria nel 1973: il “Freadber’s Family Diner” e, sfruttando le loro conoscenze, crearono due automi chiamati dai giocatori “endoscheletri”, rivestiti con due tute, una da orso (Freadber) e una da coniglio (SpringBonnie), per renderli più amichevoli con i bambini. Per sicurezza, fecero in modo che i costumi fossero indossabili anche da esseri umani, dato che gli endoscheletri avrebbero potuto non essere sicuri al 100%. Su di essi vennero montate delle casse per la musica e fecero in modo che i robot muovessero bocca e strumenti per dare l’impressione che suonassero dal vivo. Così la laurea in robotica ebbe successo, ma quella in biologia ancora no e sarà quella a condannarlo al peggiore degli inferni. Iniziò a porsi domande sull’animo umano, trovandosi egli stesso nei panni di SpringBonnie, mentre Henry indossava Freadbear, e fece vari esperimenti scoprendo che, riuscendo ad estrapolare parte dell’anima umana, era possibile allungare vite, animare oggetti oppure far resuscitare le persone. Un giorno, si iniettò il remnant (così decise di chiamarlo) di un topo che gli diede una sensazione così inebriante quasi al pari di una sostanza stupefacente, che ne voleva ancora, ma stavolta di umano. La sua psiche cambiò e intanto, essendo nel costume di SpringBonnie, capì che poteva usare quello per i suoi piani.
Intanto però, in questi anni William si sposò ed ebbe due figli: il primogenito, Michael, e una bambina, Elizabeth, personaggio chiave per il 5 capitolo della saga, l’unica persona che, possiamo dire, egli amasse davvero poiché tutti gli altri umani rappresentavano per lui dei contenitori di remnant. Inoltre, W. adottò un terzo bambino, che chiameremo Jimmy in assenza del suo vero nome, che userà come cavia per i suoi esperimenti. Agli inizi degli anni 80 i due amici fondano la Fazbear Entertainment, volendo creare altri ristoranti. Il primo fu un circo-pizzeria gemellato al primo ristorante, che chiamarono “Circus Baby’s Pizza World”, ed è proprio Baby il nome dell’animatronico mascotte del circo, una bimba pagliaccio. Assieme a lei troviamo: Ballora, una ballerina blu e bianca; Funtime Foxy, una volpe rosa e bianca e Funtime Freddy, un Freddy ma anch’esso rosa e bianco con sulla mano destra un pupazzo, un coniglio totalmente blu, Bon Bon. Henry intanto ebbe la sua prima figlia, Charlotte, o Charli, e per lei creò un’espansione al ristorante, chiamandolo Freadbear and Friends. Se non fosse che William sfruttò tutto ciò che avevano creato per i suoi esperimenti che lo porteranno a una tortura infinita.
Quale? Ve lo svelerò la prossima volta.