Scritto da Fabrizio Castellani

Terzo (e per il momento ultimo) volume dedicato alla famiglia Hargreeves dal duo Way & Ba. Scritto e uscito quando ormai la maggior parte dei lettori aveva perso le speranze di ritrovare i pazzi Hargreeves, dato che sono trascorsi una decina di anni tra il precedente (Dallas) e questo Hotel Oblivion.
Dieci anni che si vedono.
La storia muove il primo passo mostrando, in un due pagine, quello che è titolo e fulcro narrativo del volume: l'Hotel Oblivion. Una prigione, a tutti gli effetti.
Super controllata, super sicura. A prova di evasione, perché costruita da Sir Reginald Hargreeves (che sappiamo essere un alieno) in uno spazio extra-dimensionale. Un posto dove rinchiudere i criminali speciali come l'Illusionista Assassino o Obscura, quando venivano catturati dai ragazzini terribili dell'Umbrella Academy.
Ma parlando seriamente, che senso avrebbe costruire una storia con una fantastica prigione, se non per metterci una bella evasione?
Quindi mentre si cerca di scappare dall'Hotel, i ragazzi (oramai cresciuti) della Academy si sono divisi, ognuno per la propria strada. Cinque fa il mercenario. Uno e Due entrano con una specie di nave spaziale nell'Oltre-spazio. A casa Allison e la sorella cercano di guarire dalle proprie ferite mentre il medium Klaus lavora con dei Bikers in cambio della dose giornaliera di droga.
Insomma, tutto nella norma, per gli Hargreeves. Che per una incredibile catena di eventi dovranno tornare a riunirsi.
Il bello (o il brutto, dipende dai gusti) che in dieci anni di gestazione, evidentemente il bravo Way deve aver pensato davvero parecchio a trame e sotto-trame, tessendo un arco narrativo fin troppo complesso. Cosi intricato e contorto che il lettore facilmente si perde. In un paio di pagine si passa dall'azione di una sparatoria ad un'astronave in partenza, dalla fuga dall'Hotel ai dubbi morali di Allison.
Cosi tante cose che sono serviti ben sette capitoli per arrivare a una conclusione, e per non farsi mancare niente questa conclusione è stata lasciata pure aperta. Un cliffhanger da “e nel prossimo episodio vedrete...”.
Un po' troppo, per storie che escono con il contagocce e qualcuno potrebbe dire che si abusa della pazienza del lettore. Però Way è uno che si perdona facilmente, con tutta la fantasia che mette sulle pagine.
I disegni di Ba si confermano ideali per quanto Way chiede. Psichedelici, coloratissimi, schizzati e pazzoidi.
Più completi e maturi e curati se confrontati con le tavole di qualche anno fa, ma sempre in armonia con il racconto.
Enorme il numero di citazioni. A parte la nave Minerva che sembra una sorta di Enterprise (da Star Trek), l'intera galleria dei cattivi è caricatura di alcuni personaggi famosi (per citarne uno: Scientific Man sembra, anche nella postura, il Doc Manhattan da Watchmen) e l'Oltrespazio riflette in tutto la celebre Zona Negativa tanto cara ai Fantastici Quattro Marvel.
Un volume da leggere SOLO dopo gli altri due e ben distante dalla serie TV, anche se i due finali sono abbastanza simili.
Per tutti? Assolutamente no.
Per lettori pazienti, sperando di poter leggere la parte quarta prima della pensione.

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