Scritto da Fabrizio Castellani

C'è un arco narrativo, iniziato attorno alla metà del 2010, nel quale un ragno piuttosto rinnovato nel corpo e nello spirito dopo gli eventi legati al grande crossover di Civil War, affronta i suoi nemici storici.
Sceneggiatori e disegnatori si sono alternati sulle pagine (con risultati a dire il vero non sempre eccelsi) mettendo su una serie di scontri e riportando l'Uomo Ragno, dopo il periodo Totemico, verso un contesto e un ambiente urbano, più consueto.
Pur  avendo tutto sommato un impatto lieve sulla vita del Ragno Peter Parker, permette però di conoscere alcuni degli antagonisti ricorrenti e dare un'occhiata ad alcuni dei costumi più kitch che si possano trovare sulle pagine di questa testata.
Si inizia con la sfida di Electro e il racconto, del tutto dimenticabile: Potere al Popolo. Il disegnatore Azaceta, con il suo tratto piuttosto grasso, ci rappresenta il signore dell'elettricità in maniera piuttosto classica, con il consueto costume verde striato da saette. Fortunatamente gli toglie la vecchia e improponibile maschera gialla degli esordi, adatta agli anni '70, e la trasforma in una sorta di ombra perenne, a forma di fulmine, sul volto. In difficoltà nelle scene d'azione, Azaceta dà il meglio di sé nelle espressioni e nelle posture, regalando alle tavole bei giochi con le luci e le ombre. E c’è da dire che il vecchio scintilla aveva bisogno di un bel cambio guardaroba.
Javier Pulido, con il successivo “ Il castello di Keemia” dedicato a Flint Marko, alias l'Uomo Sabbia, regala un lavoro (forse anche per merito di una storia, a cura di Van Lente, ben articolata) di qualità. Il costume di Marko non ha subito, sin dagli esordi, grandi cambiamenti (tranne che per un breve periodo, attorno agli anni '80): pantaloni marroni e maglia verde a righe orizzontali. Il bello del potere dell'Uomo Sabbia sta nella sua capacità di modificare a piacimento la propria forma e ogni disegnatore si è spesso sbizzarrito a cambiane le dimensioni e a sostituire arti con martelli, asce, spadoni. In una sorta di piccolo omaggio l'artista spagnolo ha riesumato alcune di queste versioni, proponendole contemporaneamente di fronte al Ragno. Abbiamo un Marko grasso, uno alto e magro, uno in armatura, un nano e perfino anche una Donna-Sabbia. Una maschera per tutti gli usi, da tenere lontana dall'acqua.
Nei mesi successivi si sono manifestati Mysterio, con la classica boccia da pesce rosso sulla testa, il vampiro Morbius, magrissimo e dall'aspetto cadaverico (nel prossimo film targato Fox sarà interpretato da Jared Leto, perfetto per il ruolo) e il gigantesco Rhino. Poche novità nel campo costumi, anche se nella storia dedicata a Rhino c'è l'opportunità di osservare sia la versione classica, dove il cattivo di turno sembra un rinoceronte bipede vero e proprio, sia una versione più avanzata, robotica, grande e apparentemente inarrestabile. D'altra parte sono costumi semplici e efficaci, che sin dal primo sguardo permettono di capire chi e cosa fa il personaggio dietro la maschera.
Le storie dedicate all'Avvoltoio e allo Scorpione che sembrano servirsi dallo stesso sarto, viste le caratteristiche delle loro maschere (e in effetti è così, perché nell'Universo Marvel c'è un personaggio, un sarto, che confeziona gran parte dei costumi per eroi e guastafeste) sono un passo indietro rispetto a quella di Rhino, ma fanno da preludio alla parte migliore di tutto questo lungo arco narrativo, la storia “Squame”, dedicata a Lizard e al suo alter ego, il dottor Connors. Il lucertolone umanoide nel mondo del ragno è una sorta di Dottor Jekill e Mr. Hyde: alternativamente brillante scienziato e anfibio carnivoro, eternamente dilaniato nel dramma di due anime in uno stesso corpo. Il costume è di una semplicità disarmante: un camice bianco da medico indossato da una lucertola gigante. In questa storia drammatica nella lotta tra le due personalità emerge definitivamente quella rettile, e lo fa attraverso l'omicidio del figlio adolescente di Connors, Billy.
Chris Bacalo, alle matite, dimostra di essere un disegnatore di qualità superiore. La rappresentazione di Lizard è sempre ricca di dettagli, in un corpo che perde quasi completamente la forma umana a favore dell'aspetto animalesco. Denti aguzzi e capelli, squame e occhi espressivi, mani artigliate e lingua biforcuta. Un corpo che sembra incassato dentro un'armatura verde.
Inquadrato nel complesso l'anno de “La Sfida” è un anno di relativo riposa, dopo gli eventi cataclismatici di “Civil War”, un anno di ripartenza. Un anno di storie e disegni, una carrellata di scazzottate, di costumi fatti di ali e armature, corni, saette, denti aguzzi e code artigliate. Una serie infinita di scontri e battaglie che in una lunghissima sottotrama è preludio al ritorno dal regno dei morti, dopo quindici anni di assenza, dì Kraven il Cacciatore. Un altro che di costumi appariscenti ne sa qualcosa, con una giacca ricavata dalla testa di un leone e la criniera a fare da scaldacollo.
Comunque, una lettura imprescindibile per chiunque fosse alla ricerca di un cosplay subito riconoscibile per le feste di carnevale.