Scritto da Marika Mattei

Di che colore è questo oggetto?” “Vedi un animale o un uomo?”…
Spesso nel web si diffondo immagini particolari, quesiti che affascinano e accendono la curiosità di molte persone. Si tratta spesso di illusioni percettive di tipo visivo, ovvero di una distorsione di un oggetto reale, un’alterazione dell’elaborazione sensoriale da non confondere però con le allucinazioni, che vengono definite come percezione senza oggetto.
La percezione è una funzione psichica complessa in grado di organizzare e dare significato alle sensazioni provenienti dalla stimolazione degli organi di senso, e di integrarle con l’esperienza. Nel corso del tempo, la percezione è stata oggetto di studio da parte di diversi studiosi, aprendo dei dibattiti circa l’origine e la definizione di questo fenomeno.
In ambito psicologico, la scuola della Gestalt ha dato importanti contributi in tale ambito rilevando l’esistenza di un certo numero di tendenze organizzative presenti nel campo fenomenico, che influenzano il modo in cui questo viene percepito. Secondo questi studiosi, tali tendenze derivano da processi innati del cervello e sono espressione di principi strutturali inerenti il sistema percettivo. I fattori o leggi formali della percezione identificate da Wertheimer sono: la vicinanza, la somiglianza, la chiusura, la continuità di direzione, il destino comune, la buona forma e l’esperienza passata. I gestaltisti affermano che ciò che percepiamo non è la somma delle singole unità sensoriali, ma è il risultato della relazione che intercorrente tra i vari elementi, per cui il tutto è più della somma delle parti.
Uno dei principali oggetti di studio affrontati dai gestaltisti è stato quello dell’articolazione figura-sfondo, ovvero il principio in base al quale avviene l’unificazione di una parte del campo osservato in un’entità particolarmente concreta ed evidente, la figura, che si separa dallo sfondo, contraddistinto da minori caratteristiche di concretezza. Un esempio è il triangolo di Kanizsa: si tratta di un’immagine in cui si percepiscono due triangoli bianchi sovrapposti che, invece, non sono realmente disegnati. Infatti, la mente tende ad applicare le leggi formali andando a completare e a organizzare gli stimoli, per dare forma e coerenza all’immagine.

Il triangolo di Kanizsa

Oltre alle illusioni ottiche, ci sono anche quelle di movimento. Tra questi, i fenomeni stereocinetici consistono nella creazione della percezione illusoria di tridimensionalità di figure bidimensionali poste in movimento o i fenomeni stroboscopici che caratterizzano la cinematografia. Si tratta della percezione di uno movimento fluido quando in realtà si tratta della presentazione di una sequenza di immagini fisse a una certa velocità. Inoltre, Wertheimer studiò la percezione visiva del movimento apparente, ovvero la percezione di movimento in assenza di un effettivo spostamento fisico dell’oggetto percepito.
Le illusioni percettive possono generare immagini ambigue quando al suo interno è possibile rintracciare diversi oggetti rappresentati;

La moglie o la suocera?

Il musicista o la ragazza?

possono essere distorsioni di tipo geometrico, come ad esempio nella dimensione e nella lunghezza;

In questa immagine le linee hanno la stessa lunghezza

infine possiamo identificare un’illusione paradosso o illusione di finzione quando un’immagine o un oggetto, inesistente a livello tridimensionale, viene rappresentato bidimensionalmente.

Cubo impossibile

È probabile che queste poche immagini vi abbiano catturato e abbiano acceso in molti di voi una certa curiosità. È anche innegabile che inevitabilmente ci ritroviamo a porgere ad amici e parenti la fatidica domanda: “e tu cosa vedi?”
Se volete immergervi completamente in un mondo dove tutto è diverso da ciò che sembra, è possibile visitare alcuni musei a tema tra cui il “Museum of Optical Illusions-M.O.O.I.” a Trapani, il “Museum of Illusions” a New York e il “Musee de l'illusion” a Parigi. Illusioni di ogni tipo: stanze capovolte, inclinate e infinite; l’illusione della sedia e la testa sul piatto. Imperdibile è la famosa stanza di Ames, ideata da Adelbert Ames nel 1946. Si tratta di una costruzione realizzata in modo tale che due persone con statura simile poste ai due angoli della stanza possano assumere dimensioni opposte: una gigante e una minuscola.

Stanza di Ames

A Londra potrete sperimentarvi in arrampicate in totale sicurezza, grazie all’opera realizzata da Leandro Erlich. Si tratta ovviamente di illusioni ottiche e giochi di specchi che vi permetteranno di immortalarvi in imprese che sfidano la forza di gravità stando semplicemente sdraiati a terra!
Il tema delle illusione ottiche può essere traslato a tutti gli ambiti della vita umana. Possiamo riflettere sul fatto che spesso le persone si trovano ad osservare la stessa cosa, ma da prospettive diverse, ma non significa che quella dell’altro sia necessariamente errata. Ciò che riteniamo incontrovertibile può essere frutto di un determinato modo di rapportarci al mondo, che è nostro e per questo reale, ma lasciamoci anche stupire dalle alternative che la vita ci offre abbandonando a volte le nostre certezze.
In fondo niente è quello che sembra… “It’s just an illusion”!