Scritto da Fabrizio Castellani

Se è vero che esiste una guerra mondiale segreta, combattuta dalle intelligence attraverso l'uso dei droni pronti a colpire a distanza, questo Hardcore ne rappresenta il passo successivo dell'evoluzione.
Un programma sperimentale che consente ad un agente ben addestrato, il protagonista Drake, di trasferire la propria coscienza nel corpo di chiunque, per colpire in maniera pulita il bersaglio scelto.
In nessuna storia però tutto fila liscio e quando il laboratorio del progetto Hardcore viene attaccato l'agente Drake resta bloccato all'interno del corpo che stava occupando e avrà solo 72 ore per rientrare nel proprio, prima di morire.
Una corsa contro il tempo, adrenalinica e piena di imprevisti che pesca dalla filmografia anni '90 declinando storie alla “The Manchiurian Candidate” al ritmo di “Die Hard” (e chi non li ha visti si vergogni).
Una storia dal taglio decisamente cinematografico anche nella struttura: dialoghi semplici, personaggi monolitici, impaginazione che predilige la vignetta orizzontale. E tante sparatorie, scontri corpo a corpo, esplosioni, fughe disperate. Pure un'esplosione atomica. Ne ho contati almeno dieci. Diggle, con una sceneggiatura “di mestiere” non fa mancare niente e riesce a tenere tutte le 120 pagine senza annoiare, un prodotto pronto per una miniserie TV.
Certamente non è però un fumetto memorabile.
Mancano quasi completamente  (per usare un eufemismo) le caratterizzazioni dei personaggi. Il buon Drake fa il bravo soldato, pronto alle iniziative personali, fortunato a trovarsi nel momento del bisogno dentro il corpo ben addestrato al combattimento di Esteban, braccio destro di un dimenticabile dittatore di chissà quale posto. E come i veri duri non cade mai.
La bella di turno, amante di Esteban, ha dei momenti da Tipa Tosta ma niente di più ed è un vero peccato, perché forse è il personaggio con maggior potenziale.
Sui cattivi del giorno stendiamo un velo tanto sono nella storia giusto perché è indispensabile un antagonista, ma non hanno spessore né motivazione.
Anche i disegni di Vitti, dal tratto molto “Made in USA”, non riescono a dare quel qualcosa in più. Pur con il loro contributo a mantenere alto il livello di velocità della lettura e con una buona riuscita nelle espressioni, non assumono quel tratto che li rende subito riconoscibili, e finiscono col perdersi in un finale frettoloso e cacofonico.
Un peccato, perché una storia così avrebbe avuto del potenziale, avendo il coraggio di scavare più a fondo (così, per essere un filo più originali, se Drake si fosse trovato nel corpo della bella Tupe, oppure in quello sovrappeso del gangster Emil?).
Non un capolavoro, stavolta, dai ragazzi della Saldapress, che pubblica l'albo in Italia, ma nemmeno un albo da buttare. Resta comunque un prodotto valido per passare un paio d'ore, onesto e fatto con mestiere, che magari saprà assumere una miglior struttura con il seguito “Hardcore Reloaded”. Perché come nei migliori Action Movie il finale è rimasto aperto e il seguito sta già in circolazione.

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