Scritto da Tommaso Mazzuca

Nel 2020 un gruppo di imprenditori decise di comprare la Fazbear Entertainment per aprire una casa degli orrori su quegli avvenimenti. Così, nel 2023, aprì il Fazbear’s Fright, dove “l’attrazione” principale era ciò che restava di SpringBonnie, rinominato da loro Springtrap. Ovviamente, la Puppet lo rianimò e lo fece vagare nel luogo durante la notte. I proprietari notarono dei cambiamenti nell’assetto di maschere, mobili ecc, quindi decisero di assumere un guardiano notturno e Michael si fece immediatamente assumere, per cercare di farla finita una volta per tutte, capendo che il padre si era risvegliato. Lavorando, gli venivano allucinazioni rivedendo i costumi, ma elaborò un piano: l’ultima notte della settimana voleva dare fuoco a tutto, spargendo benzina per tutta la casa, ma si distrasse e il padre si stava avvicinando troppo. Miracolosamente riuscì a scappare e a dare fuoco al liquido e l’80% del materiale venne distrutto e il resto fu venduto ad un’asta. Dopo alcuni mesi, qualcuno aprì un locale chiamato Freddy Fazbear’s Pizzeria e Michael entrò per controllarlo: notò subito i “Rockstar” animatronics, versione moderne degli automi e, almeno apparentemente, innocui. Si presentò per lavorare come guardiano notturno con il suo vero nome, Michael Afton, e non come Mike Schmidt, convinto che il padre fosse finalmente morto. Il proprietario gli diede delle cassette per le istruzioni: doveva impedire agli animatronics sul retro di raggiungere la parte adibita al pubblico. Ma la voce gli era familiare. Gli animatronics in questione sono: Scraptrap, uno Springtrap quasi completamente distrutto, Scrapbaby, ricostruitasi con spazzatura e oggetti simili, Molten Freddy, un Ennard con delle parti mancanti sottratte da Baby, una maschera da orso al posto di quella da Clown e un “Freddy nero”, chiamato Shifty, che in realtà conteneva la Puppet. Quando arrivò il venerdì, ascoltò l’ultima cassetta: era Henry. Spiegò tutto quello era accaduto da 50 anni a questa parte: il remnant, gli omicidi, la sua sparizione, le anime dei bambini e il rapimento di 4 quattro animatronics. Mentre ascoltava notò che la temperatura saliva notevolmente: Henry aveva appiccato un incendio e Michael, volendosi liberare da questa tortura si fece avvolgere dalle fiamme assieme ai 4 robot, cancellando per sempre ciò che accadde in questi 5 decenni. Tutti andarono in paradiso, tranne ovviamente William, che si ritrovò all’inferno per subire la sua tortura “personalizzata”: sopravvivere a infinite notti all’attacco di 50 animatronics provenienti da aree (e giochi) differenti. Per loro tutto finì in quella notte. Se solo le cassette avessero ceduto all’incendio. La polizia, invece, le ammucchiò nei locali, ma un uomo gliele rubò per crearci dei videogiochi sopra, chiamati “Five Nights at Freddy’s” arrivando fino al settimo capitolo, quando la Fazbear Entertainment gli fece causa e lavorò con loro a un ultimo gioco in VR per smentire i fatti che il creatore aveva nascosto nei minigame dei giochi. Con la Silver Parasol Games creò “FNaF 8-Help Wanted”, scansionarono i costumi venduti alle aste e usarono i vecchi progetti nei computer di William e Henry per ricrearli. Trovarono anche il progetto di un coniglio sorridente. L’anima di William presente nel costume venne scansionata. Ma il gioco aveva bisogno di un beta-tester e un certo Jeremy, mentre collaudava il gioco, notò che il coniglio cercava di entrare in contatto con lui. Nessun’altro notò quest’anomalia ma lui riuscì a capire appena in tempo le sue intenzioni: scambiare le anime del tester con la sua per poterla intrappolare nel gioco e rinascere, uccidere bambini e assumerne il remnant. Jeremy entrò nel panico e, come unica soluzione, si tagliò la faccia con un tagliacarte, per non fare Glitchtrap dal gioco. Una sua collega, Bettany, lo vide barcollante con la faccia grondante di sangue e chiamò un’ambulanza, ma morì per setticemia poco dopo l’arrivo in ospedale. Preso il suo posto, la ragazza capì la situazione e decise di mettere nel gioco una registrazione dove raccontare la storia del collega. Inoltre, tentò di fermare il coniglio, che da lei fu chiamato Glitchtrap, ma non essendo una semplice anomalia, riuscì solamente a dividerlo in 15 parti, il che lo indebolì ma fece in tempo a unire il suo codice con quello della registrazione, divisa anch’essa in 15 parti. Capito ciò che Glitchtrap fece, cioè fare in modo che se qualcuno ascoltasse tutte le cassette lui si sarebbe “ricomposto” delle 15 parti, decise di sacrificarsi: creò una 16esima cassetta per spiegare come fermare il mostro. Il seguente beta-tester fece come da copione e intrappolò il remnant in un peluche, così il gioco poté uscire e tutti scoprirono la verità. Ma tutto era finito. Finalmente tutti i nodi erano venuti al pettine: le anime delle vittime dell’egoismo di William si godevano il paradiso, mentre la sua stava attenta a non essere attaccata da Freddy.