Recensione a cura di Simona Eusepi

Marco Bandini, giovane trentenne romano, è un aspirante scrittore in cerca della sua ispirazione. La sua vita è un’unione di reale ed onirico, si divide tra un tradizionale impiego alle poste e la ricerca di ricordi lontani uniti a sogni “reali”. Nella sua realtà conosce Alice, la ragazza dell’autobus, quella che si siede sempre al solito posto e che legge lo stesso libro senza mai arrivare alla fine. Grazie a Mike, personaggio del suo romanzo, riesce a conquistarla e a ritrovare quell’amore assente nella sua vita ormai da tre anni, ovvero da quel famoso incidente. Sarà proprio insieme ad Alice che Marco condividerà delle esperienze piene di sarcasmo, di gioie e di dolori. Questa storia d’amore si tingerà di un colore diverso quando Michelle, ex fidanzata di Marco, riapparirà nuovamente e metterà in discussione quello che Marco crede di provare e sentire nella sua nuova realtà. Attraverso le sue avventure così originali, Marco ci aiuta a riflettere su temi molto importanti quali: la libertà di espressione e la censura ancora presente in alcuni ambiti; la gestione del lavoro soprattutto nel mondo dell’editoria; l’innocenza dei bambini, di tutti i bambini a prescindere dalla loro condizione sociale e soprattutto l’inconcepibilità degli abusi; la storia, ovvero l’importanza di non dimenticare cosa è accaduto nel passato richiamando la solidarietà verso chi nella vita ha perso tutto per cause esterne, con grande e profondo ricordo di quanto accaduto a L’Aquila il 6 aprile 2009.

Marco Chiaravalle è nato a Roma il 22 marzo del 1978. La passione per la scrittura nasce fin da quando era bambino. Ha scritto il primo romanzo a soli 24 anni senza mai pubblicarlo. Scrittore non di mestiere, la scrittura più che una passione è un’ossessione, non ne può fare a meno come non può fare a meno della lettura. Ha esordito nel 2017 con il romanzo Dietro anime d’inchiostro pubblicato da La strada per Babilonia edizioni, a seguire Project Digito: ANIMA (2019 - Independently Published).