Scritto da Maddi Magnolia

Era la risposta che davo sempre a mia madre, quando da ragazza mi chiedeva dove volessi trascorrere le vacanze pasquali. Mentre pronunciavo quella frase, già pregustavo l’organizzazione caotica della giornata con amici e amici di amici, per recuperare i contatti, ritrovare la memoria dei sapori dimenticati, un concerto di profumi e musica che si concludeva con la colomba pasquale. Questo dolce, apparso per la prima volta al tempo dei Longobardi, è legato ad un uomo semplice che ha salvato la sua terra, con un gesto gentile. La Pasqua è per tanti motivi un momento che deve il suo significato alla riconoscenza e alla salvezza.
Avrei tirato fuori dall’armadio la tuta che per anni era stata conservata e sotterrata sotto mucchi di roba, in attesa della bella stagione. Mi dava sempre una certa emozione scavare con le mani in fondo ai cassetti per scoprire se mi stava ancora bene addosso, con la certezza che l’inverno era passato ormai. Non importa se piove in quei giorni, perché dentro e fuori è comunque arrivata la primavera. Eh già, perché la Pasqua, per tanti motivi, ha sempre a che fare con la stagione più bella.
Le telefonate si sarebbero susseguite, allegre, nel tentativo di accordarci. Che facciamo di bello? Dormiamo fuori qualche giorno? O ci accampiamo a casa di Luca, visto che i suoi non ci sono?  E poi la lista delle cose da comprare per organizzare il pranzo, una lista infinita perché la sensazione era che non ci sarebbe stato abbastanza cibo per saziare tutte quelle pance affamate. Si finiva tutti per utilizzare il piano B, ovvero la teglia di pasta al forno o lasagne a seconda dei gusti, da far preparare a mamme o nonne, per i più fortunati. Per tanti motivi, la Pasqua ha a che fare con la generosità e l’abbondanza.
E poi, la giornata sarebbe passata, con qualche inciampo nell’organizzazione. Forse qualche delusione per qualcuno che magari non si era potuto unire al gruppo, ma anche tante tante risate. Il sottofondo musicale, spezzato dalle voci assordanti, accompagnava il via vai della palla per improvvisare la partita di calcetto. Nel frattempo, qualcuno si appisolava da qualche parte mentre qualcun altro cercava di attaccare bottone alla ragazza più carina del gruppo. La Pasqua, per diverse ragioni, ha a che fare con la capacità di sperare l’insperabile.
Inutile a dirsi, bei tempi.
Crescendo, tutte le feste sono state trascorse con la famiglia. Non perché non ci siano gli amici, ma perché con gli anni, s’impara ad apprezzare ogni occasione per quelle persone che sono le radici. Non è più scontato che tutti abbiano tempo e allora il tempo diventa oro prezioso, da custodire nei posti più cari. Pasqua deriva dal significato etimologico di “passare”. È fatta per chi ha il coraggio di mettersi in viaggio, di andare a vedere cosa c’è dopo. E dopo, c’è sempre una certezza: che qualunque cosa sia, passerà. Tranne una cosa.
Per un motivo, uno solo, quest’anno la Pasqua ha a che fare con la certezza che ciò che abbiamo capito dell’amore non può finire.