Recensione a cura di Simona Eusepi

Ad una settimana da Pasqua, mentre le infinite tradizioni religiose e pagane reclamano spazio assorbendo nel loro incanto tutta l’attenzione della città in ciascuno dei tanti strati sociali che la compongono, Vipera, la più bella delle prostitute de Il Paradiso, viene uccisa. Siamo privi di farci una festività tranquilli, in famiglia – così il brigadiere Maione commenta al commissario Ricciardi il loro coinvolgimento nelle indagini. Ed è proprio da Il Paradiso, che con suprema ironia è un luogo abitato dalle passioni dell’inferno, che il commissario e il brigadiere iniziano gli interrogatori cercando di ricostruire i fatti accaduti. Le indagini risultano tanto difficili mentre è estremamente facile riconoscere il movente: l’amore. Il commissario Ricciardi lo sapeva fin troppo bene che l’amore contende alla fame il triste primato di maggiore generatore di morte e delitto. Sempre se lo ripeteva che la genesi risiede in due passioni primarie: la fame e l’amore. Essi si declinano, mescolandosi all’infinito, diventando l’una brama di potere, prevaricazione, invidia, e l’altra gelosia, solitudine, disperazione; e armano le mani generando una confusa voglia di sangue e di giustizia che si spegne solo nella morte. L’amore, le sue molteplici corruzioni e le passioni figlie del contagio che lo rende la peggiore delle malattie, ecco cosa accomuna tutti i possibili sospettati: Madame Yvonne e suo figlio, Lily, Peppe Coppola, Vincenzo e Augusto Vitrone, il destino dei quali sarebbe stato profondamente segnato dalla risposta che Vipera avrebbe dato al suo spasimante, proprio nel giorno di Pasqua, per la proposta di matrimonio ricevuta qualche giorno prima della sua morte. Gli eventi e le indagini si susseguono per tutta la Settimana Santa, durante la quale ogni cittadino è sospeso tra la ritualità della Passione e la preparazione della festa, con tutte le tradizioni gastronomiche ad essa legate. Da cornice un periodo storico molto importante, il 1932, in pieno regime fascista dove la libertà di espressione sembra solo un’utopia. Sarà proprio l’incatenarsi delle vicende personali del commissario e il coinvolgimento del dott. Bruno Modo con i fascisti la chiave per la risoluzione del delitto.

Questo romanzo è carico di forti passioni, morte, dolore e trascorsi di vita quotidiana dove le differenze sociali si intrecciano in un articolarsi di vicende collegate dalla stessa causa dell’omicidio. Infatti, come ci dice il commissario Ricciardi, l’amore è una malattia connessa all’essenza stessa del genere umano, e che nessuno, per quanti sforzi faccia, ne può essere immune. Neanche lui stesso. L’amore può distruggere, ma può anche salvare.

Maurizio de Giovanni, nato a Napoli, è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, autore perlopiù di romanzi gialli. Laureato in Lettere Classiche, inizia la sua carriera lavorando in banca ed affiancando all’attività lavorativa un’importante impegno nello sport, infatti a soli venti anni è titolare nella squadra di pallanuoto Posillipo e anche nella Nazionale azzurra. Esordisce come scrittore nel 2005 partecipando a un concorso dedicato ai giallisti emergenti organizzato da Porche Italia presso il Gran Caffè Gambrinus. Partecipa al concorso con I vivi e i morti, racconto ambientato a Napoli negli anni trenta e con il quale presenta per la prima volta il personaggio del Commissario Ricciardi. Prendono così il via le inchieste del commissario Ricciardi e su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (2011), Vipera (2012 – vincitore del Premio Viareggio e del Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore (2014), Anime di vetro (2015), Serenata senza nome (2016), Rondini d'inverno (2017), Il purgatorio dell'angelo (2018) e Il pianto dell'alba (2019), tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero. Inoltre, con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo che segue le vicende investigative di una squadra partenopea. Maurizio de Giovanni vanta numerose pubblicazioni dal suo esordio fino ad oggi, i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, è anche autore di opere teatrali.