Scritto da Maddi Magnolia

Cara Donna Italiana,
negli ultimi vent’anni hai dovuto imparare tante nuove parole inglesi. Dal gender gap al catcalling, dallo smartworking allo stalking. Non preoccuparti. È solo un modo per dirti che devi stare a casa, perché è necessario che tu continui ad essere l’angelo del focolare domestico. Il che ti dà anche il vantaggio di non uscire per strada ad ascoltare quelli che chiamano compimenti. Che però sono insulti. Non è colpa loro se tu non capisci che ti stanno apprezzando.
Del resto, lo dicono anche i dati. Come quelli Istat, secondo cui oltre il trenta per cento delle donne non esce di casa per paura. Sia di sera che di giorno. In attesa di una radicale trasformazione della cultura, ti conviene stare a casa a preparare fantastiche crostate e pizze fatte in casa, magari con il lievito madre che cresci come un altro figlio.
Lo so che quando studiavi all’università, pensavi ad una scintillante professione, magari in giro per il mondo o impegnata nella carriera accademica, nonostante in quegli anni la maggior parte dei docenti fossero uomini. Ti consolerà sapere che all’interno degli uffici amministrativi, però, le donne sono in netta maggioranza. Sei contenta? Ti hanno riservato il posto da segretaria e non crucciarti se sei rimasta un passo indietro nel percorso di carriera, puoi sempre dare la colpa alle scarpe con i tacchi se non hai avuto lo scatto per progredire nella categoria contrattuale.
Se nelle posizioni dirigenziali ci sono per l’ottanta percento uomini, è solo perché hai voluto usufruire di assenze e di congedi per cambiare qualche pannolino di troppo e crescere un figlio maschio che, quando fa carriera ha dimenticato che esiste perché una donna lo ha cresciuto, dando precedenza assoluta alle esigenze familiari.
Scommetto che anche a te hanno detto che sei fortunata ad avere la possibilità di svolgere lo smartworking. Se sono più le donne degli uomini a cogliere questa fantastica opportunità di lavorare da casa, è solo per la generosità di quei dirigenti (maschi) che hanno pensato al tuo bene, lasciandoti lavorare col pc in cucina, tra la pentola di sugo e il figlio che grida perché ha fatto la cacca.
Se senti parlare di asimmetrie o subordinazione femminile, quote rosa o discriminazioni sul lavoro, non preoccuparti, è solo per dirti che sono tutti dispiaciuti del fatto che devi restare inchiodata ai ruoli di moglie e di madre per ragioni biologiche ovviamente, come se le discriminazioni tra uomini e donne abbiano una precisa ragione naturale. Non è colpa degli uomini se sei nata con l’utero.
Spero ti possa consolare il fatto che i paesi che più al mondo rispettano l’uguaglianza di genere, quelli del nord Europa, sono anche quelli in cui si registra il maggior numero di violenze domestiche contro le donne. Lo chiamano “paradosso nordico”, ma è solo un modo per dirti che se ti senti più libera devi fare i conti con i concetti tradizionali di virilità che tu hai messo a dura prova. Se ti picchiano è solo per spiegarti che ad una maggiore libertà corrisponde un maggior rischio. Come animali feriti, che graffiano perché soffrono.
Quindi, se ti dicono che l’Italia non è un paese per donne, sappi che non ci sono affatto paesi per le donne. In nessuna parte del mondo. Però, tu continua a crederci. Fallo per le figlie che nasceranno, per i sogni che avevi quando eri giovane. Chiudi il computer, esci a fare una passeggiata, sbuffa a chi ti irrita. Esci struccata, se ti fa sentire a tuo agio. Cucina due uova fritte, quando non hai voglia di impastare farina sul tavolo. Lascia mucchi di bucato da lavare in giro per casa. Pensa dopo alle bollette, se è più urgente la manicure. E poi, leggi, leggi sempre. Le scoperte più belle hanno sempre a che fare con le parole.
Lascia in giro nel mondo il tuo profumo e il tuo sorriso per chi, come te, non si arrenderà mai.