Recensione a cura di Simona Eusepi

La distanza in matematica viene misurata come la lontananza ma, a differenza della vita, non ha mai un valore negativo – Sara Rattaro in questo libro ci rende partecipi delle vicende di Luca ed Aurora, due ragazzi che si sono conosciuti quasi per caso ma che il destino ha messo sulla stessa strada. Una strada fatta di gioie e dolori, amore e morte, allontanamenti e riavvicinamenti, partenze e ritorni.

È possibile che due anime si riconoscano non per età, educazione, cultura, ma perché portano sulla carne la medesima ferita?

Aurora è una giovane ragazza alle prese con la scuola e con la passione per la matematica, che si ritrova a combattere contro la malattia di sua madre, che sembra aver già decretato un esito infausto, e l’assenza di suo padre che quella situazione rende ancora più evidente. Sebbene il lutto resti sempre qualcosa di personale e la morte diventi ogni giorno più tangibile, Aurora riesce ad affrontare il suo dolore grazie a Luca, lui che “sembrava percepire il mio vuoto e, come se non fosse già abbastanza, tentava di riempirlo continuando a raccontarmi di sé”. Luca, che si affaccia al mondo del lavoro, è un ragazzo desideroso di alleviare tutto quel dolore, amorevole e comprensivo, resta al suo fianco in ogni momento e in ogni scelta, anche quando Aurora decide di partire per Londra spinta dal bisogno di far entrare cose nuove, risate ed emozioni, perchè il resto poteva comprimerlo finché trovava spazio, finché qualcosa di magico non gli avesse indicato l’uscita.
Il futuro ci spaventa. La sua imprevedibilità e la nostra incapacità di accettare un eventuale cambiamento ci fanno sentire impotenti. Eppure, a volte, il futuro che più temiamo è proprio quello che possiamo prevedere.

Aurora riaffronterà a Londra l’amore e la morte; assalita dalla certezza che in quella città non potrà più ottenere il futuro tanto desiderato, torna a Genova dove Luca è pronto ad accoglierla. Di nuovo si ritrovano insieme, consapevoli che non avevano fatto altro che sfiorarsi come coincidenze perdute per un soffio, perché sanno che possono scegliere la vita che vogliono, tranne il modo in cui affrontare l’amore. E non esiste nessuna legge matematica che tuteli l’amore tra due persone, non esiste nemmeno una sola parola che possa spiegare cos’è quel sentimento che le lega. La loro vita procede insieme e non mancano ben presto situazioni in cui il loro legame è messo a dura prova, soprattutto quanto il fantasma di quanto accaduto a Londra diventa una presenza ingombrante.

Se immaginare non costa niente, vivere ha un peso specifico preciso e si chiama scegliere.

La loro vita e il loto futuro saranno scanditi da una scelta continua, giusta o sbagliata, felice o inappagante e, se l’amore può salvare un essere umano ma può anche distruggerlo, provarci e sperare di riuscire sono i doni migliori che possiamo fare alla nostra vita.

Sara Rattaro è nata a Genova. Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha lavorato come informatore farmaceutico prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Il suo primo romanzo dal titolo Sulla sedia sbagliata viene pubblicato nel 2010 da Morellini Editore. Nel 2011 scrive il suo secondo romanzo Un uso qualunque di te pubblicato l’anno successivo da Giunti Editore e in poche settimane scala le classifiche dei libri più venduti. È autrice di diversi romanzi: Non volare via (Premio Città di Rieti 2014), Niente è come te (Premio Bancarella 2015), Sulla sedia sbagliata (Premio Speciale Fortunato Seminara al Rhegium Julii 2015), Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016), L'amore addosso, Uomini che restano (Premio Cimitile 2018), Andiamo a vedere il giorno (Sperling & Kupfer 2018), Il cacciatore di sogni, il suo primo libro per ragazzi, Sentirai parlare di me (Mondadori 2019), La giusta distanza (Sperling & Kupfer, 2020) e Una felicità semplice (Sperling & Kupfer, 2021). Nel 2015 è stata nominata ambasciatrice EXPO in occasione dell’esposizione universale svoltasi a Milano nello stesso anno ed è attualmente docente di Scrittura creativa presso l'Università degli studi di Genova; dirige, inoltre, la scuola di scrittura La Fabbrica delle Storie.