Il sibilo del nomade

Cent’anni di solitudine

Scritto da Tiziana Tafani Non avevo scelta. Era stato il primo ad inchiodarmi all’estate e dissipare l’adolescenza nel doloroso garbuglio che ancora mi accompagna. Altri forse più forti, ma Cent’anni di solitudine il primo. E Josè Arcadio e Aureliano Buendia stavano mimando quello che di li a poco la storia della mia vita mi avrebbe presentato. Abitavo a Macondo, allora, e subivo le piatte conseguenze di un verde che mi angustiava perché ero figlia di Josè Arcadio, ma avevo lo…

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Il tempo muto

Scritto da Tiziana Tafani Sono uscita di mattina presto, marzo armava una di quelle albe spirituali che ti ricordano all’improvviso i colori del mondo, ed io mi accingevo a percorrere in taxi la strada che mi separava dalla clinica dove presto mi sarei operata. Da tempo che avrei dovuto fare ricorso a cure severe ma, come ogni essere umano che crede di recare in sé il germe divino dell’immortalità, avevo lasciato che il tempo mi aspettasse e che fosse troppo…

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Parentesi graffa

Scritto da Tiziana Tafani Lo spaesamento nella pandemia  Ero ancora in ospedale quando il panico collettivo esplose e come topi fuggiaschi ci rintanammo dentro le nostre tane attenti a che un solo spiffero di aria valicasse la protezione che avevamo messo tra noi e il resto del mondo.  Noi. Una donna malata, una persona anziana, due adolescenti. Con esigenze diverse e, a quanto sentivamo dire dai professori e dagli esperti, ognuno di noi portatore di istanze inconciliabili fra di loro che avrebbero consegnato i nostri…

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Che mi nega la pace

Scritta da Tiziana Tafani Il nomade è stanco, ormai non parla neanche con me . Che mi nega la pace Una sigaretta spenta Nel silenzio ostile Di un luogo nemico Sono ancora sola A contare le tessere Degli errori Che continuo a commettere Indirizzata da un mantra Oscuro che mi nega la pace, E a niente mi è servito Lo sguardo di ghiaccio azzurro Con cui mi hai guardato Per il tempo esatto Di dimenticarti di me.

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L’ultimo ballo

Scritto da Tiziana Tafani   Il nomade sibila ancora versi   L’ultimo ballo Lo ballavi con me E cantavi con me senza suono Di voce umana Niente mi diceva Che presto sarebbe rimasta la polvere di quei passi a ricordarmi Che breve e solo è stato il nostro incontro D’impossibile amore costruito. L’ultimo ballo Era il limite del precipizio L’onda più alta Il ritorno del povero L’azzardo della battaglia La roccia che si sgretola. L’ultimo ballo sotto i miei piedi…

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Pelle

Scritto da Tiziana Tafani Il nomade sibila ancora parole d’amore.   PELLE Me la sentivo sulla Pelle la mattina Si muoveva in un vento Che chiamava dritto l’anima E se io non fossi Stata io avrei avuto Un moto di gratitudine Per questa esistenza Che ho potuto vedere coi miei occhi e Toccare con le mie mani E se io non fossi stata io avrei lasciato L’amore del vento A gelarmi le ossa, perché la natura non ammala, questa è…

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Preghiera

Scritto da Tiziana Tafani   Capita, al nomade, di parlare di Poesia. Preghiera Mi stia lontano l’amore, L’arida lusinga delle umane speranze Si dimentichi l’anima di essere stata Prodigio di impossibili astri negativi Facciano di me una cosa che si muove Con le parole degli altri, mi abbandonino i pensieri, mi diano tregua i sentimenti scoscesi mi stia lontano l’amore il tempo faccia di me quel che ha deciso nel suo disordine impreciso, ostinato, si pietrifichino le lacrime e i…

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Partitura incompiuta

Scritto da Tiziana Tafani Eri bello, eroe totale, territoriale, assoluto. Polemico, guastatore bastian contrario e donchisciotte. Non avevi bisogno che di alzare lo sguardo e tutto si fermava o camminava. Decidevi per tutti, eri imprevedibile, geloso, drastico. Ma quando eri contento, e non lo dicevi mai, ti si fermava sul volto una fossetta, una soltanto. Condividevamo un segreto, mi mettevi alla prova ogni volta chiedendomi le risposte difficili alle tue stramaledette parole crociate. Tu la risposta la sapevi, ma aspettavi…

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Io no

Scritto da Tiziana Tafani Io sono nata podalica in un giorno di piena estate, a mezzogiorno, l’ora dei re. Raccontano che la madre del Re Sole fu costretta a trattenere le doglie perché a giudizio degli astrologi di corte quella era l’ora più propizia per il futuro di un sovrano. A me deve essere capitato qualcosa di paradossale, ma inverso. Nel senso che esiste un’ombra profonda nel mio spirito, come se la genetica che mi accompagna abbia dato ragione alla…

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La vetrina

Scritto da Tiziana Tafani Lentamente sono tornata indietro e mi sono seduta sulle scale ghiacciate, perché se adesso non era più vero, se adesso anche quella parola era scappata via, qualcosa doveva essere accaduto. La scalinata del Palazzo delle Esposizioni mi accolse come un salotto natalizio, nel frastuono visivo di tutte quelle cacofoniche luminarie che sin da novembre, a me, cominciano a far saltare i nervi. La vetrina del negozio di fronte accolse la mia impronta senza pregiudizio, mi restituiva…

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